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Il vescovo sintesi di ogni carisma

· Il cardinale Bertone ordina monsignor Morfino ·

«L’educazione è cosa di cuore». La celebre frase di don Bosco è stata riproposta dal cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, come consegna a uno dei figli spirituali del santo dei giovani, mentre si apprestava ad assumere la responsabilità del ministero episcopale. Si tratta di monsignor Mauro Maria Morfino, nuovo vescovo di Alghero-Bosa. Il cardinale Bertone ha presieduto il solenne rito dell’ordinazione domenica pomeriggio, 3 aprile, in Piazzale della Pace. Con-consacranti sono stati gli arcivescovi Paolo Atzei, metropolita di Sassari, e Carlo Curis, nunzio apostolico, alla presenza di molti vescovi della Sardegna e del clero della diocesi, dei familiari, degli amici, dei confratelli salesiani e di numerosi fedeli laici dell’antica diocesi isolana.

Nel commentare il Vangelo della iv di Quaresima — chiamata Domenica Laetare dal canto dell’Introito nel quale la Città santa di Gerusalemme è invitata ad aprire il cuore alla letizia per il compiersi dell’opera di Dio — il porporato ha ricordato che «la tradizione liturgica cristiana si sofferma a scrutare l’orizzonte di luce che si profila con l’avvicinarsi dell’ormai imminente celebrazione della Pasqua».

Dopo aver proposto una riflessione sul ciclo liturgico che aiuta «a vivere e celebrare il cammino della Quaresima come una grande catechesi battesimale, che prepara i catecumeni al dono della vita nuova in Cristo» il cardinale si è rivolto al nuovo vescovo di Alghero-Bosa e ne ha riproposto il cammino di formazione umana e sacerdotale, maturata nella famiglia salesiana, e perfezionata in Terra Santa, avendo egli conseguito il dottorato in scienze bibliche presso lo Studium Biblicum Franciscanum a Gerusalemme.

Il porporato ha poi voluto ricordare l’importante opera di educazione dei giovani: «È stato il modo più significativo col quale hai seguito l’esempio di san Giovanni Bosco, con la viva coscienza che le nuove generazioni hanno soprattutto bisogno del nutrimento della Parola di salvezza, che le possa aiutare ad accogliere il senso pieno della vita. Ai giovani hai insegnato ad aprire le porte del loro cuore a Cristo, non lasciandosi abbagliare dalle illusorie promesse di una vita basata e costruita lontano dai valori della Trascendenza e dell’antropologia cristiana. Particolarmente prezioso è stato il tuo servizio di padre spirituale presso il Pontificio Seminario Regionale, come pure il ministero a favore della vita consacrata».

Il segretario di Stato si è poi rivolto con tono confidenziale «al caro don Mauro» per esortarlo a sforzarsi costantemente di fare sintesi di ogni carisma all’interno della Chiesa diocesana di Alghero-Bosa. «Vivi sempre — lo ha esortato — nella luce di Cristo e a questa luce guida ogni fratello e ogni sorella che ti sono affidati».

Poi riferendosi ancora alla sua missione educatrice tra i giovani, il cardinale Bertone ha aggiunto: «Abbi sempre un cuore ardente nell’educare e nell’amare i fedeli affidati alle tue cure episcopali. Sei chiamato ad essere il primo testimone della carità nella predilezione dei piccoli, dei poveri e dei deboli. Un’altra immagine del tuo stemma episcopale è quella del discepolo amato che poggia il suo capo sul cuore di Cristo: essa esprime la tua volontà di accostare l’orecchio affettuoso al Cristo per ricordare, in amicitia et in verbo , che gli uomini per mezzo di Lui hanno accesso al Padre nello Spirito Santo e che Egli, nel suo grande amore, parla loro come ad amici per invitarli e ammetterli alla comunione con sé».

Infine il celebrante si è rivolto ai fedeli dell’«antica e venerata Chiesa di Alghero-Bosa. Le radici della vostra fede — ha detto — risalgono ai primi secoli del cristianesimo: ciò costituisce per voi tutti un’eredità preziosa, che va sempre custodita e vivificata. Oggi ricevete il nuovo vescovo quale segno dell’amore di Dio e della santa Chiesa per voi: accoglietelo con affettuoso rispetto, riconoscendo in lui il pastore che vi guida per il giusto cammino e vi conduce ai pascoli erbosi, come abbiamo pregato nel Salmo. Il Papa ha scelto per voi un vescovo giovane. Impegnatevi a costruire insieme a lui l’edificio della comunità cristiana, la Chiesa viva fatta di uomini e donne pieni di fede e di carità, nella tradizione forte e granitica dei vostri padri. Specialmente, voi, cari sacerdoti, vivete una comunione cordiale col vostro vescovo, per rendere insieme ragione della fede che è in voi, a gloria di Dio Padre». «Tutti insieme — ha concluso — vescovo, presbiteri e diaconi, fedeli laici — specialmente voi giovani – siate costruttori della civiltà dell’amore e della speranza cristiana, capace di perdono e accettazione reciproca».

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