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Il vento soffia sull'economia di Pechino

· Aumentano gli investimenti cinesi nelle energie pulite ·

La lotta al riscaldamento globale e la protezione dell'ambiente non sono più obiettivi estranei alle strategie economiche cinesi. Quest'anno il Dragone ha compiuto investimenti nel settore delle energie pulite pari a 34,6 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto agli Stati Uniti. Nel 2009, secondo le stime degli analisti, la Cina è stata il leader mondiale per capacità nell’eolico.

La grande sfida dello sviluppo sostenibile, non solo della Cina ma dell’intera economia mondiale, deve affrontare anzitutto il problema energetico e il connesso problema del cambiamento climatico. E la domanda energetica della Cina è in forte espansione. Tanto  che l’Agenzia internazionale dell'energia (Aie) calcola che tra il 2007 e il 2030 l’incremento della domanda di energia primaria in Cina sarà dalle tre alle quattro volte superiore a quello dei Paesi Ocse. Cresce dunque la consapevolezza della necessità di affrontare il problema energetico, sia in termini di maggiore efficienza sia in termini di   sostituzione delle fonti fossili di energia con le fonti rinnovabili.

Necessità, questa, che potrebbe tradursi in un’opportunità di business per le aziende dei Paesi industrializzati. E la Cina è senza dubbio la meta più ambita. Secondo uno studio della società di consulenza Ernst&Young, infatti, Pechino è, insieme agli Stati Uniti,  la destinazione più attraente per gli investimenti in energie rinnovabili.

Ma la consapevolezza della necessità dello sviluppo sostenibile si sta affermando non solo in Cina. Nel 2009, per il secondo anno consecutivo, in Europa e negli Stati Uniti le energie rinnovabili hanno superato in capacità produttiva le fonti convenzionali come carbone, gas e nucleare. La tendenza,  secondo gli esperti, è ormai globale. In particolare, stando ai dati pubblicati nei rapporti della società di analisi Ren21 sullo stato delle energie rinnovabili e dell’Unep (il programma ambientale delle Nazioni Unite) sull’andamento degli  investimenti nel campo delle rinnovabili, in Europa la nuova produzione di energia verde ha raggiunto nel 2009 il 60 per cento del  totale, mentre negli Stati Uniti si è attestata su oltre il  50. Gli investimenti in nuove fonti energetiche rinnovabili, biocarburanti ed  efficienza energetica sono diminuiti del sette per cento del 2009. I settori che maggiormente ne hanno risentito, rilevano i  rapporti, sono stati quelli dei biocarburanti e degli impianti solari su larga scala, ma in compenso l’eolico ha preso il volo con una cifra di investimenti record. Se poi si considerano le  spese per i pannelli solari destinati a scaldare l’acqua e il  costo per la copertura fotovoltaica dei tetti, allora si scopre  che in realtà l’anno scorso gli investimenti sono cresciuti andando in controtendenza con l’andamento economico generale.

A livello mondiale, dicono gli analisti, nel 2009 sono stati installati 80Gw (gigawatt) di nuova potenza di cui 31Gw prodotti dall’idroelettrico e 48 da  altre fonti verdi. Sul fronte dei carburanti fossili invece si è generata una nuova potenza pari a 83 Gw.

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19 agosto 2019

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