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Il Venezuela rischia il default

· Lunedì il verdetto dei creditori privati ·

È alta la tensione in Venezuela dove crescono i timori che il governo del presidente Nicolás Maduro si veda costretto a dichiarare il default sull’intero debito estero del paese. La decisione finale spetta ai creditori privati che si riuniranno lunedì prossimo a Caracas, ma i segnali della vigilia, secondo gli osservatori internazionali, sono tutt’altro che tranquillizzanti.

Ieri è toccato all’azienda elettrica pubblica del paese dichiarare il default. Il Wilmington Trust, agente fiduciario del bond “Elecar 20” da 350 milioni di dollari, ha infatti informato che la Corporazione elettrica nazionale (Corpoelec) non ha pagato 28 milioni di dollari di interessi sul titolo che doveva saldare entro giovedì scorso.
Il default della Corpoelec arriva al termine di sette giorni di tensione sui mercati, dopo che lo scorso 2 novembre Maduro aveva annunciato l’intenzione di procedere a «un rifinanziamento, una ristrutturazione del debito estero e di tutti i pagamenti che deve effettuare il Venezuela». Il governo di Caracas ha convocato una riunione dei possessori di titoli dello stato e dell’azienda petrolifera pubblica Pdvsa per lunedì prossimo. All’ordine del giorno la discussione sulla situazione dei bond per circa 60 miliardi di dollari. Queste obbligazioni si trovano attualmente nelle mani dei privati.
Durante la settimana si sono alternati segnali di segno opposto. Cina e Russia, i principali creditori nazionali del Venezuela, hanno espresso appoggio a Maduro, informando che i loro rapporti finanziari restano positivi. Mosca ha parlato anche di un accordo raggiunto sui circa 3 miliardi di dollari che Caracas deve ancora pagare, senza però fornire dettagli precisi sull’intesa.

Le principali agenzie di rating hanno invece mostrato molta meno fiducia nelle capacità di pagamento del Venezuela. Moody’s ha declassato i bond di Pdvsa dalla categoria Caa3 (credito a rischio) alla Ca (operazione altamente speculativa con possibile default). Giovedì, inoltre, il dipartimento del tesoro degli Stati Uniti ha avvertito che le negoziazioni previste sul debito estero venezuelano potrebbero risultare «problematiche». Maduro ha incaricato il suo vice, Tareck El Aissami, di occuparsi della trattativa. Ma El Aissami è sulla cosiddetta “lista nera” del governo degli Stati Uniti per presunti legami con il narcotraffico. Così come anche Simón Zerpa, segretario all’economia del Venezuela e responsabile delle finanze della Pdvsa, sospettato di corruzione.

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23 novembre 2017

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