Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Il vecchio con la barba
e il serpente

· Nell’iconografia medievale del diavolo ·

«Se Dio è colui che è, il Diavolo è colui che cambia». Si apre con questa affermazione il recente saggio di Laura Pasquini, storica dell’arte dell’Università di Bologna, dedicato all’analisi dell’evoluzione delle immagini del male — in particolare della raffigurazione del diavolo e dell’inferno — nel medioevo (Diavoli e inferni nel medioevo. Origine e sviluppo delle immagini dal VI al XV secolo, Padova, Il Poligrafo, 2015, pagine 85, euro 28).

«Giudizio universale» (particolare,  Basilica di Santa Maria Assunta sull’isola di Torcello)

Lo scrive Giovanni Cerro aggiungendo che un ruolo decisivo nella codificazione del male nell’età di mezzo deve essere riconosciuto, secondo Pasquini, all’influenza che ebbero sull’immaginario collettivo sia il Physiologus, un trattato di storia naturale redatto in greco probabilmente alla fine del II secolo, precursore dei bestiari medievali, sia le omelie sul libro della Genesi dei Padri della Chiesa, come Basilio di Cesarea, Ambrogio e Isidoro di Siviglia.

In campo artistico il diavolo assunse infatti di volta in volta le sembianze di rettili, anfibi e altri animali, veri o immaginari, dal serpente alla scimmia, dal gatto al grifone, dal centauro all’onagro, dal basilisco al drago, fino al leone, che a seconda dei contesti poteva però rimandare anche a Cristo. Le fattezze ferine del diavolo si ritrovano, ad esempio, in una decorazione a stucco del Battistero neoniano di Ravenna, dove un Cristo giovane e imberbe con una croce e un libro aperto tra le mani calpesta vittorioso proprio un leone e un serpente.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

17 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE