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​Il Vangelo
tra le domestiche

· ​A Cracovia la beatificazione di Clara Ludovica Szczęsna ·

Sperimentò personalmente la discriminazione e le ostilità della polizia zarista nei confronti dei cattolici polacchi durante l’occupazione russa. Venne perfino esiliata, perché trovata con un libro di catechismo. È Clara Ludovica Szczęsna, che il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, in rappresentanza di Papa Francesco, beatifica a Cracovia, domenica 27 settembre.

Era nata a Cieszki, nella diocesi di Płock, il 18 luglio del 1863. Nell’agosto 1885 partecipò a Zakroczym agli esercizi spirituali diretti dal cappuccino Onorato Koźmiński (ora beato) e il mese dopo entrò nella congregazione clandestina delle ancelle di Gesù. Nel 1889, dopo un periodo di formazione a Varsavia, ancora novizia fu inviata a Lublino come superiora della casa. Ufficialmente dirigeva una sartoria, ma clandestinamente svolgeva apostolato fra le giovani in cerca di lavoro. Durante un’ispezione della polizia del regime zarista, fortemente ostile alla religione cattolica tanto da vietarne l’insegnamento, fu trovato un libro di catechismo. Venne considerata colpevole e ricevette l’ordine di lasciare immediatamente la città.

Il direttore spirituale, don Antonio Nojszewski, salutandola, le raccomandò di diffondere ovunque il culto al Sacro cuore di Gesù. Tornata a Varsavia visse nel timore di cadere nuovamente sotto il controllo della polizia. Nel frattempo il vescovo Giuseppe Sebastiano Pelczar (oggi venerato come santo) chiese a padre Onorato di inviargli una suora come direttrice dell’asilo delle domestiche di Cracovia. Fu scelta Ludovica con una novizia e una postulante. Le religiose, lavorando con le domestiche, cercarono di formarle anche spiritualmente e ottennero dei frutti: alcune infatti si consacrarono.

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