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Il vangelo secondo Giuda

· Quarta e quinta meditazione degli esercizi spirituali ·

José Ferraz de Almeida Júnior, «Il rimorso di Giuda» (1880)

Dal suicidio di Giuda — «un fatto storico scomodo e imbarazzante con cui la Chiesa non ha paura di fare i conti» — è nata «un’opera di misericordia»: con quei trenta denari, che ha inutilmente tentato di restituire ai sacerdoti, «finisce infatti per essere costruito un cimitero per la sepoltura degli stranieri» a Gerusalemme. È proprio sulla «delicata questione» del suicidio di Giuda e sulla sua «perdita della fede nel Signore», che padre Giulio Michelini ha parlato di fronte al Papa e ai suoi collaboratori della Curia romana mercoledì mattina, 8 marzo, nella quinta meditazione degli esercizi spirituali, in corso nella Casa Divin Maestro ad Ariccia. E per il predicatore — che ha ricevuto una mail di testimonianza da un confratello francescano, parroco ad Aleppo, in cui si descrive il calvario della popolazione — è significativo che quel sangue, contrariamente alle accuse anti-giudaiche di deicidio, mosse soprattutto dal quinto secolo, non ricadono «sul capo di Israele» ma nel campo comprato al prezzo del sangue di Cristo e divenuto, dunque, «opera di misericordia».

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18 giugno 2019

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