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Il traffico illegale di armi devasta l’Africa

· ​Ogni anno vengono uccise 45.000 persone ·

Armi contrabbandate nella Repubblica Centrafricana

Il traffico illecito di armi uccide ogni anno in Africa 45.000 persone e alimenta i conflitti regionali nell’ovest del continente, secondo uno studio di Small Arms Survey, che analizza il periodo tra il 2012 e il 2017. «In Africa registriamo complessivamente 140.000 morti e omicidi dovuti ai conflitti armati ogni anno, tra cui 45.000 — che equivale a un terzo — sono morti violente, causate dall’utilizzo illecito di armi da fuoco», spiega Matthias Nowak, ricercatore in questo centro che dipende dall’Istituto universitario di alti studi internazionali e dello sviluppo di Ginevra.

«Le armi e munizioni che provengono dal mercato nero oppure rubate in arsenali bellici non sufficientemente controllati alimentano il flusso di armi nell’Africa occidentale. I trafficanti si forniscono anche grazie alla produzione artigianale di armi da fuoco leggere o alla messa in circolazione di armi illegalmente detenute», si legge nel rapporto. Queste armi attraversano le frontiere per soddisfare le esigenze di gruppi estremisti molto violenti, tra cui Boko Haram, Al Qaeda, Ansar Dine e al-Murabitun.

La crisi in Libia ha svolto un ruolo importante nella destabilizzazione della regione del Sahel e «i movimenti delle riserve di armi dalla Libia verso i paesi del Sahel hanno contribuito al traffico illecito di armi», precisa Nowak. La crisi in Libia ha creato un flusso di armi di ogni genere che ha costituito un detonatore della crisi iniziata nel 2012 in Mali e la caduta del regime libico è all’origine del movimento di flussi di armi verso l’Africa occidentale.

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