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Il terrore jihadista colpisce la Siria

· ​Quasi duecento morti in una serie di attentati a Damasco e a Homs ·

Il terrore jihadista torna a colpire la Siria. Mentre nel nord, ad Aleppo, i combattimenti tra soldati governativi e ribelli hanno costretto migliaia di civili alla fuga verso il confine turco, a Damasco e Homs diversi attentati rivendicati dal cosiddetto Stato islamico (Is) hanno causato decine di morti e feriti. Questo mentre la diplomazia fatica a trovare un accordo per garantire una tregua stabile.

Sono almeno 142 i morti e 180 i feriti in un’ondata di attentati nel sud di Damasco: quattro esplosioni, almeno una delle quali innescata con un’autobomba, hanno fatto tremare la località di Sayeda Zeinab, dove si trova il mausoleo sciita, già obiettivo delle bombe dell’Is a fine gennaio. Il bilancio arriva dai media siriani e dall’Osservatorio siriano per i diritti umani (organizzazione dell’opposizione con sede a Londra).
Due le autobomba esplose invece a Homs: hanno provocato almeno 57 vittime. In un primo momento la televisione di Stato siriana aveva parlato di 25 vittime, ma l’Osservatorio dei diritti umani ha in seguito aggiornato il tragico bilancio. I media hanno diffuso immagini di macerie, soccorsi e fumo nero nel luogo dell’attacco, avvenuto a Al Zahraa, un sobborgo della città controllata dal regime colpito altre volte da sanguinosi attentati. Homs, nel centro del Paese, è quasi integralmente sotto il controllo delle forze governative ed è regolarmente oggetto di attentati terroristici. L’ultimo, il mese scorso, aveva fatto almeno 22 morti ed era stato rivendicato dall’Is.
E anche questa volta, come detto, la rivendicazione è arrivata. Gli uomini di Al Baghdadi si sono attribuiti la responsabilità delle stragi. A confermarlo sono le dichiarazioni fatte circolare su siti internet legati all’organizzazione.  

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