Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Tempo del germoglio

Mi hanno sempre commosso e dato molta luce le parole del profeta Isaia: «proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?» (Is 43, 19). Quando si ha uno sguardo contemplativo e attento, si scopre l’azione dello Spirito nel mondo, nelle persone e in noi stessi, e si scoprono cose nuove; la speranza entra in noi e ci guida, allora sì che possiamo dire che nasciamo di nuovo perché ci lasciamo guidare dallo Spirito e non dalle nostre ideologie o dai nostri piani d’azione.

La copertina del numero 3000

Nel caso dell’istituzione ecclesiastica, vediamo come si avanza verso una Chiesa non tanto centralizzata a Roma, ma più “sinodale”, vale a dire, più partecipativa e trasparente. Lo vediamo nei piccoli dettagli. Per esempio, il luogo delle beatificazioni non è esclusivo di Roma. Anche Papa Francesco ha disposto che il pallio possa essere imposto agli arcivescovi metropolitani nelle proprie chiese locali. Senza dubbio si tratta solo di gesti, ma converrete con me che sono molto significativi.
La Chiesa ha una storia lunga e prolifica. In questi giorni abbiamo celebrato la festa dei santi Pietro e Paolo, rendiamo grazie per il dono e ministero del Sommo Pontefice. Dietro alla sua vita e alla sua persona, dietro al suo lavoro e ai suoi scritti, scopriamo un apostolo sedotto dall’Assoluto e appassionato difensore della dignità di tutti gli esseri umani. Era cosciente, il giorno della sua elezione, che sulle sue spalle ricadeva una grande responsabilità, ma non si è fatto indietro. In lui scopriamo la fiducia di Pietro, e di tutta la Chiesa, che dice: «sulla tua parola, getterò le reti».
Davanti al suo esempio di affidarsi a Dio e a tutte le chiese, chiediamo al Signore che conceda a tutti — vescovi, sacerdoti, religiosi e laici — la fiducia e il coraggio necessari per continuare ad annunciare, come fa lui, le meraviglie del Signore, in ogni circostanza, nelle diverse situazioni che ci tocca vivere nel nostro mondo. Con la nostra fiducia nel Signore, non possiamo intimidirci di fronte alle difficoltà né stancarci di essere apostoli umili e coraggiosi in mezzo al nostro mondo.
Oggi abbiamo bisogno di testimoni vicini alla vita della gente, testimoni che condividano le gioie delle persone, che si impegnino con esse a lottare e lavorare per dare risposta alle proprie necessità materiali e spirituali. Sì, il nostro mondo continua ad avere molta fame di Dio; oltre alla fame materiale e affettiva, ha fame della sua Parola e del suo Amore.
In un mondo in cui c’è tanta solitudine, rotture matrimoniali, divisioni sociali, politiche e religiose, l’ultima esortazione apostolica Amoris laetitia apre una speranza abbondante fondata sulla misericordia. Non è un documento che propone regole o condanne, ma è una chiamata alla partecipazione, all’accompagnamento e all’integrazione: «La strada della Chiesa è quella di non condannare eternamente nessuno; di effondere la misericordia di Dio a tutte le persone che la chiedono con cuore sincero» (al 296).

Possiamo tutti rinascere se ci lasciamo sorprendere e convertire dalla Parola di Dio e dalla testimonianza delle persone che ci circondano.

di Juan José Omella Omella
Arcivescovo di Barcellona

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 marzo 2019

NOTIZIE CORRELATE