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Emergenza umanitaria in Sud Sudan

· Corsa contro il tempo per salvare i bambini ·

Crisi umanitaria in Sud Sudan. Nel Paese più giovane del mondo è stato firmato in questi giorni il cessate il fuoco, subito violato da scontri e imboscate, a testimonianza di una situazione quanto mai instabile e critica, che rischia di degenerare ulteriormente.

 Il Sud Sudan, dalla metà di dicembre, è segnato da feroci combattimenti, che hanno determinato tragiche conseguenze: migliaia i morti, infatti, e oltre mezzo milione i profughi. Al centro del conflitto, la rivalità tra gli uomini del presidente Salva Kiir (di etnia dinka) e quelli fedeli all’ex vicepresidente Rijek Machar (di etnia nuer). Le zone interessate dalla crisi umanitaria sono anzitutto quelle nei dintorni della città di Bor, nello Stato del Jonglei. Si è registrata per giunta un’epidemia di morbillo. Per far fronte a questa emergenza, sono stati vaccinati finora quattromila bambini. Le vaccinazioni sono state praticate anche per difendere i più piccoli dalla polio. «I bambini sono sopravvissuti a violenti combattimenti per poi affrontare il rischio di morire a causa di condizioni pessime?» si è chiesto Dermot Carty, vicedirettore dell’Unicef per i programmi di assistenza. E ha aggiunto: «Se non riuscissimo a raggiungerli con aiuti umanitari, questo rischio crescerebbe drammaticamente».

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23 ottobre 2019

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