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​Il sogno di un popolo

· ​Attesa della comunità cattolica ·

La simpatia da parte degli armeni nei riguardi di Papa Francesco era già ben nota, ma dopo la messa celebrata in San Pietro il 12 aprile 2015 in onore dei martiri armeni del 1915, “questa simpatia e i sentimenti di riconoscenza sono via via cresciuti, ed è per questo che tutto un popolo attende l’arrivo del Pontefice per esprimergli e manifestargli il suo profondo amore e la sua gratitudine”. 

Interno della cattedrale armeno cattolica di Gyumri

Lo scrive in un articolo per L'Osservatore Romano l'arcivescovo Raphaël Minassian, ordinario per gli armeni cattolici dell’Europa orientale. “Tutti gli armeni, e specialmente gli armeni cattolici che sono più di 160.000 nel Paese - aggiunge il presule - hanno l’unico desiderio di abbracciare il loro pastore e di vivere, pregare, cantare ed emozionarsi insieme, per essere riconfermati nella fede da Pietro, al quale Gesù ha raccomandato di pascere il suo gregge”. In un mondo segnato da divisioni, il successore di Pietro “rimane l’unico a testimoniare i valori dell’umanità e della fratellanza, invitando ad adoperarsi per la giustizia e per la pace e per la difesa dei diritti fondamentali di ogni uomo”. Questa visita – conclude - “è perciò il segno della Chiesa madre che corre verso i suoi figli dispersi nel mondo. Una madre che si affretta a curare le loro ferite, a dimostrare loro vicinanza e a badare ai loro bisogni. Una madre che li incoraggia a rialzarsi in piedi e a continuare il loro coraggioso cammino di fede e di fedeltà al messaggio evangelico tramandato dai loro antenati”.

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22 settembre 2019

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