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​Il sogno di Dio

· ​Gli inediti esercizi spirituali del cardinale Martini ·

Carlo Maria Martini, ormai ottantenne, poté ritornare a Gerusalemme, terra dove avrebbe voluto rimanere sino alla fine della sua esistenza, per dedicarsi alla preghiera d’intercessione, alla Parola, allo studio. Nel 2007 dettò a Kiryat Yearim un corso di esercizi spirituali ai preti ambrosiani che festeggiavano il loro XLV anniversario di ordinazione. Le meditazioni, finora inedite, sono state trascritte e raccolte in un volumetto dal titolo che incuriosisce: I verbi di Dio. Con riflessioni sui miracoli di Gesù e sul sogno di un’esistenza alternativa (Milano, Edizioni Terra Santa, 2017, pagine 144, euro 14). 

Wenzel Hablik, «Cielo stellato» (1909)

Il biblista Martini, sempre scrutando la Scrittura, ha appreso che il Creatore ha un sogno su ogni sua creatura, non si colloca però sul troppo scontato registro onirico-freudiano bensì su quello della Parola che irrompe nell’esistenza di ciascuno e di ciascuna che, se si lascia interpellare, può entrare nel magnetico e affascinante sogno: «Il sogno di Dio è lì dove non c’è paura, non c’è ansietà, non c’è senso di terrore per forze sconosciute che minacciano l’uomo, ma c’è pace, fiducia, abbandono».
Come raggiungerlo? Scrutando i verbi che indicano l’agire divino e sono moltissimi: «Tutti però conducono a riconoscere il volto di un Dio che non è fuori e lontano dal mondo, ma che si coinvolge concretamente con noi. Tutta la spiritualità ebraica, che poi diventa la spiritualità cristiana, è spiritualità del coinvolgimento, dell’alleanza; e quindi anche della risposta affettuosa e sincera a questa attenzione di Dio per noi».
I verbi principali sono creare, promettere, liberare, comandare, provvedere e amare ed insieme osservare i miracoli di Gesù.
Martini ha tra le mani un’edizione molto particolare del testo ebraico, quella curata dagli ebrei messianici che gliene hanno fatto dono. Rimanendo nel solco tipico degli esercizi ignaziani con il testo biblico sotto gli occhi e nel cuore aperto all’ascolto, affiorano tante domande ed una capitale: Dio ha a che vedere con la mia esistenza e nella mia esistenza? È razionale, possibile, porsi un simile interrogativo?

di Cristiana Dobner

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22 luglio 2019

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