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Il sogno di Alejandro

· La storia dell’associazione no-profit Trabajo y persona ·

Di Alejandro Marius mi resta un bracciale di stoffa coi colori della bandiera della sua terra, il Venezuela. È già ripartito, dopo una puntata in Italia per il Meeting di Rimini, per vedere i molti amici, e per un’occasione speciale: lanciare un disco e un libro per i dieci anni di Trabajo y persona, l’associazione no profit che trova e crea lavoro proprio là, in Venezuela, paese da cui tutti vorrebbero scappare, potendo.

Alejandro Marius

Paese in cui sopravvive benino chi ha un lavoro di spicco, possibilmente con aziende straniere. Proprio come Alejandro, 46 anni, quattro figlie (femmine!) ingegnere, origini friulane da parte dei nonni, manager ben pagato di Pirelli Telecom, che lascia proprio dieci anni fa, per accettare la sfida che la sua fede, la sua coscienza gli suggerivano come un rovello, e famiglia e amici continuavano a ripetergli «sei molto più contento quando lavori per gli altri, che per te». Gli altri sono i conterranei oppressi da una crisi economica drammatica, conseguenza di una crisi politica che non riesce a risolversi, e di cui Alejandro non vuole e non può parlare. In Venezuela manca tutto, a parte il carcere per chi dissente. Luce, acqua, medicine, lavoro. Il lavoro lo si può inventare, favorire, preparare, se l’intelligenza della fede diventa intelligenza della realtà.

Mancano artigiani per lavorare il cacao più pregiato al mondo? Formiamo cioccolatai. Mancano assistenti per i troppi vecchi lasciati soli, perché i giovani scappano a cercare fortuna all’estero? Formiamo badanti. Manca la possibilità di comprare nuove automobili? Formiamo meccanici per aggiustare quelle vecchie. Senza semplificazioni, perché in Venezuela il rischio della disperazione è quotidiano, e la rabbia sociale alimenta disordine, tenuto a freno dalla paura, dalle bande criminali che la fanno da padroni, senza contrasti efficaci. Senza buonismi ingenui, è vero che la necessità aguzza l’ingegno, e la fede lo sguardo, i talenti. La realtà è positiva, e non siamo definiti dalle circostanze, per quanto complesse. La carità è nel vivere la propria vita come servizio, ma non significa “fare l’elemosina”: atto nobilissimo, ma per muovere l’uomo a essere protagonista ci vuol altro che l’assistenza. Ci vuole coraggio, volontà, studio, compagni che ti insegnano e ti sostengono, perché tu impari a camminare da solo. In dieci anni, Trabajo y persona ha dato lavoro a oltre 3500 uomini e donne, ridato dignità, speranza e desiderio di restare a costruire il futuro. «Siamo partner di Dio, collaborando alla Sua creazione. E poi il lavoro crea comunione, amicizia sociale». In un tempo in cui si teorizza la decrescita felice e la liberazione del lavoro, Marius sa che il lavoro costruisce le persone. «È un dovere, è un diritto, una necessità, ma ha un valore trascendente che ti unisce a un Essere superiore. Io lo chiamo Gesù». Marius, ispirato e spronato da una vecchia madre superiora benedettina, Cristiana Piccardo, ha bene in mente l’“ora et labora” dei monaci, che ha ricostruito un continente in declino. E ha in mente suo papà, che ha materialmente costruito la propria casa, mattoni e legno, coi suoi figli; che ha lavorato per difendere il lavoro come sindacalista, in Uruguay, allora sotto una dittatura da cui deve fuggire, con la famiglia. Trabajo y persona offre lavoro e una compagnia: aggiornamento professionale, stage in azienda, corsi universitari, microcredito. «La fede è concreta. Noi scommettiamo sull’educazione, perché senza educazione non c’è sviluppo. E sulla responsabilità». Però, non si vive solo di pane, ci vuole la bellezza, soprattutto quando dominano il grigio e la stanchezza dell’impotenza. Ad Alejandro si presenta un ragazzo sognatore, Francisco Sanchez: è musicista, chitarrista esperto, vorrebbe produrre un disco. In un paese dove tutto manca, si tratta del superfluo. E per fare un disco i black out elettrici quotidiani sono un bel problema. Un progettone per una sola persona! Ma la persona è al centro, e la difficoltà è diventata allora opportunità: si cerca un maestro di fama mondiale, un chitarrista di razza come Aquiles Baez. Lui accetta di esserci, gratuitamente, e fa da richiamo per altri musicisti e cantanti. Così nasce Venezuela. Il popolo, il canto, il lavoro. libro e cd. Un’impresa editoriale sostenuta dagli amici di Itaca Libri, dal movimento di Cl cui Marius appartiene, dal cuore insomma. Musica tradizionale che canta il lavoro: la raccolta del caffè, del cacao, i pescatori che partono al crepuscolo... «Il Venezuela lavora cantando. Oggi si lavora da soli, con le cuffie in testa. Lavoro musica e preghiera sono legati insieme, si richiamano l’un l’altro». Questo disco è un modo per rendere partecipi di un popolo e della sua storia, che non è ridotta solo al suo tempo di crisi. Di Alejandro non mi resta solo un bracciale di stoffa, coi colori della sua terra. Resta la certezza di essere insieme, per costruire come possiamo il pezzo di realtà che ci è stato donato.

di Monica Mondo

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05 dicembre 2019

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