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Gaudí e il sogno cileno

Antoni Gaudí non ha avuto fortuna con i suoi progetti internazionali, scrive José Ángel Montañés su «El País» del 17 gennaio scorso. Nel 1893 disegnò un convento, un ospedale e una scuola a Tangeri in Marocco, allora colonia spagnola, su richiesta delle missioni cattoliche francescane, ma la sua idea non si è mai realizzata. Stesso destino per un grattacielo di 360 metri, l’Hotel Attraction, che avrebbe dovuto essere costruito a New York. Ma c’è un terzo progetto internazionale che presto vedrà la luce in America latina, nella città cilena di Rancagua, a circa cento chilometri a sud dalla capitale: una cappella di trenta metri di altezza che quando sarà inaugurata, nel 2017, sarà l’unico edificio di Gaudí costruito fuori dalla penisola iberica.

Il disegno inviato da Gaudí ad Angélico Aranda

L’idea nacque nel 1909, quando il francescano Angélico Aranda andò a Barcellona per perfezionare la sua pittura e conobbe l’artista catalano. Di quest’amicizia non si sa molto: una fotografia testimonia che Gaudí aveva una tela di Aranda nel suo studio e che il frate si adoperò per finanziare la costruzione della Sagrada Família con un donativo molto ingente.

Anni più tardi, nell’agosto del 1922, gli scrisse dal Cile che aveva bisogno di un progetto molto originale, «come solo tu sai fare», un luogo di perdono dedicato a santa Maria degli Angeli, promettendo in cambio di pregare per lui. Gaudí all’inizio disse che era troppo occuppato con il cantiere della chiesa di Barcellona per occuparsene, ma poi, il 12 ottobre di quell’anno, gli inviò il disegno di una cappella, che, una volta realizzata, sarebbe potuta essere «un segno di fratellanza spirituale tra Spagna e America».

La chiesa non venne mai costruita, ma le copie del disegno (gli originali sono bruciati nel rogo dello studio dell’architetto, durante la guerra civile) sono state conservate nell’archivio diocesano di Barcellona. Nel 1996 è nata la Corporación Cultural Gaudí de Triana per dare impulso alla costruzione della cappella a Rancagua, all’interno di quello che sarà chiamato il Parco Catalogna. Dal bozzetto si è passati a un modellino, coronato dalla caratteristica “croce gaudiana” composta da paraboloidi iperbolici. I lavori dovrebbero iniziare a giugno, guidati da un’equipe di architetti coordinati da Christian Matzner, con l’approvazione del Patronato della Sagrada Família e, se tutto va bene, dovrebbero finire fra due anni. Il 18 dicembre scorso il presidente Michelle Bachelet, durante una visita alla città, ha assicurato che la costruzione dell’edificio è una priorità per il Paese.

di Silvia Guidi

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