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Il silenzio diventa un best seller

Occupa un’intera pagina sul «País» del 16 febbraio il colloquio di Borja Hermoso con Pablo d’Ors intitolato con efficacia I silenzi di un sacerdote si trasformano in supervendite. Il fenomeno culturale ed editoriale di cui è protagonista il prete spagnolo, nipote dello scrittore Eugenio d’Ors (1881-1954) e a sua volta autore di successo, è in effetti impressionante, non solo in Spagna (in Italia è tradotto soprattutto da Vita e Pensiero).

Pablo d’Ors (foto di Bernardo Pérez dal «País»)

Il quotidiano madrileno ricorda ovviamente — accanto alla “trilogia del silenzio” (El amigo del desierto, 2009, Biografía del silencio, 2012, e infine El olvido de sí, 2013, su Charles de Foucauld) — Sendino se muere (2012), nato dall’esperienza del sacerdote come cappellano dell’ospedale universitario madrileno Ramón y Cajal. «Bisogna parlare dell’anelo, della sete interiore e del desiderio di pienezza con le parole che utilizza oggi la gente» dice d’Ors al «País», perché «spesso il discorso ecclesiastico si collega poco con la sensibilità e con il linguaggio della gente comune». Subito dopo il prete scrittore spiega il successo di Biografía del silencio, che ha superato in Spagna le centomila copie vendute: «Credo che la chiave di questa accoglienza è che questo libro, questa parola, è preceduta da molto silenzio, da centinaia, migliaia di ore passate in silenzio. E solo le parole precedute dal silenzio possono toccare il cuore della gente». E aggiunge: «Percepisco nella gente di oggi una fame di silenzio, ma al tempo stesso un vero panico di fronte a questo». (g.m.v.)

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