Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Il silenzio
che diventa preghiera

Viviamo in un mondo pieno di continuo frastuono, in cui il silenzio sembra scomparso. Ma forse proprio per questo sta tornando a essere un’aspirazione: lo prova il successo dei libri a esso dedicati. Anche l’abbadessa benedettina, Anna Maria Canopi, nel suo ultimo libro Di silenzi e di parole (Roma, Città Nuova, 2016, pagine 131, euro 14) guida il lettore in una terra che sembra deserta e incolta e invece si dimostra fertile perché conduce a percepire il respiro vitale che abita ognuno ma che pare sommerso da detriti e pietraie.

«Spesso mi si chiede di parlare o di scrivere della preghiera. Devo sinceramente dire che, nonostante essa sia la realtà che avverto come la più congeniale, quasi innata, ogni volta mi sento come una studentessa di scuola media che non trova le parole per cominciare a svolgere il tema», non è una schivata dell’autrice o un sottrarsi per parare qualsiasi critica si possa muoverle, è l’asserzione di una donna che ha consacrato tutta l’esistenza alla preghiera.

«L’arte della preghiera» preme per essere appresa nel silenzio strappato al quotidiano e rende consapevoli della distanza e della prossimità, dell’Assoluto e del relativo, dell’Infinito e del finito. Riporta alla considerazione del limite umano aperto però a una chiamata che lo trasforma.

di Cristiana Dobner

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

24 maggio 2019

NOTIZIE CORRELATE