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Il sesto sigillo

· Il San Francesco donato al Papa a Quito ·

Durante la sua visita a Quito i vescovi della Conferenza episcopale dell’Ecuador hanno regalato al Papa una statua di san Francesco. Secondo un’iconografia classica nella mano sinistra tiene un teschio che è segno della meditazione delle vanità del mondo, mentre nella destra ha il crocifisso verso cui ha diretto gli occhi affettuosi.

Lo scrive Pietro Messa aggiungendo che in basso vi è una pecorella che indica la custodia che il Santo d’Assisi ebbe per la creazione mentre l’abito è finemente ricamato, segno della vita gloriosa che già gode. Quindi un’immagine consueta di cui si trovano esemplari anche in Europa. Quello che invece fa meraviglia sono le ali, persino presenti in sovrabbondanza di tre copie, due attaccate alle spalle e una ai piedi. Solitamente si è abituati a vedere le sei ali nella raffigurazione della stigmatizzazione di san Francesco e precisamente nel Serafino alato in cui due ali si prolungano sopra il capo, due si dispiegano per volare e due coprono tutto il corpo. Sorge quindi la domanda perché la presenza di tali ali nella statua di san Francesco, ma per comprendere ciò bisogna partire da lontano, almeno da un monaco italiano morto nel 1202, ossia quando ad Assisi Francesco di Pietro di Bernardone aveva circa vent’anni.

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27 maggio 2019

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