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Il sensibile
e l’inatteso

· Nell’ultimo libro di Pierangelo Sequeri ·

Tra i libri impegnativi, che al lettore versato in teologia richiedono generosità di tempo e paziente ingresso nella complessità dell’ordito, si annovera certamente l’ultimo saggio (Il sensibile e l’inatteso. Lezioni di estetica teologica, Brescia, Queriniana, 2016, pagine 268, euro 20) di Pierangelo Sequeri, già preside della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, di recente nominato da Papa Francesco preside del Pontificio istituto “Giovanni Paolo II” per studi su matrimonio e famiglia. Sul reale sensibile di cui siamo fatti e la sorprendente visita di Dio nell’umano si dipana la trama delle lezioni di estetica teologica di Sequeri. 

Pietro Annigoni  «Figura di angelo» (1966)

La teologia contemporanea è stata felicemente provocata e convocata a interessarsi dell’estetica dal grande teologo svizzero Hans Urs von Balthasar (1905-1988). Una provocazione distante dalla comune idea che all’estetica si riferisca principalmente una teoria dell’arte sacra — o spirituale, o cristiana. Una convocazione invece da parte della teologia fondamentale, che si occupa di stabilire le premesse e gli argomenti della intelligibilità e credibilità umana della rivelazione cristologica di Dio.
Di questa impostazione Sequeri cerca di approfondire la legittimità e il senso, assumendone l’orientamento anche dal punto di vista critico, ben lungi dalla retorica sentimentale di una teologia più “estetica”. Il saggio di Sequeri intende restituire la ragione estetica — che egli intende come articolazione della umana «sensibilità-affezione per il senso» — all’alto profilo dell’esperienza della fede cristiana. Per questa via, il progetto illustra la speciale congruenza estetica della coscienza etica, indirizzata alla ricerca della giustizia della sensibilità e dell’affezione dell’uomo, e della coscienza religiosa, orientata all’adorazione in spirito e verità della rivelazione di Dio. La delicatezza del compito di conciliare in profondità il pensiero estetico e l’intelligenza teologica dipende anche dalla vicenda del pensiero estetico moderno, come anche dalla crisi dell’arte bella.

di Maurizio Gronchi

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19 marzo 2019

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