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Il segreto è l’empatia

· È morto dom Gregorio Penco ·

È morto verso le cinque del pomeriggio di mercoledì 11 dicembre nel monastero di Finalpia (Savona) il decano degli storici del monachesimo italiano, il benedettino dom Gregorio Penco,

il cui nome è noto non solo a generazioni di monaci che si sono formati sul suo fortunatissimo manuale di Storia del monachesimo in Italia dalle origini alla fine del medioevo, uscito per la prima volta nel 1961 per le Edizioni Paoline e più volte riedito, ma altresì apprezzato nelle aule universitarie da tanti professori e studenti.
Nato a Genova nel 1926, Penco vi si era laureato alla facoltà di Lettere classiche nel 1948 con una tesi su Tacito. L’impronta umanistica non lo abbandonò mai, restando il tratto peculiare del suo orientamento umano e storiografico, anche quando, abbracciata la vita monastica a Finalpia, tra il 1950 e il 1955 frequentò a Roma i corsi di Teologia nell’Ateneo pontificio di Sant’Anselmo sull’Aventino. Qui gli furono maestri monaci di grande levatura quali Cipriano Vagaggini, Basilius Steidle, Benedetto Calati, né ebbe meno importanza nella sua vita la conoscenza, sebbene più tarda, nel 1967, di una stella del firmamento monastico come Adalbert de Vogüé.
Quale fu il principio animatore del suo metodo storiografico, che gli permetteva di creare immediatamente un ponte tra l’oggetto e il destinatario delle sue ricerche? Sicuramente l’empatia. Me lo confermò lui stesso rispondendo a una domanda che gli posi in occasione dei suoi ottant’anni: «L’empatia è un principio generale, animatore di ogni interesse anche in campo storico.

Naturalmente essa è pure alla base di quella inevitabile “selezione” che è imposta dalla vastità della materia, anche se ho sentito sempre grande interesse per la storia universale, come pure per la storia della storiografia. Ma a mano a mano che ci si immerge nel passato e lo si assimila, se ne vede anche la continuità, il che aiuta precisamente a superare la dinamica o dialettica tra avvicinamento e distacco».
In questo modo Penco ha saputo avvicinare tanti lettori a innumerevoli figure di monaci del passato, ai monasteri, alle correnti spirituali e culturali del monachesimo benedettino e non, che dal medioevo a oggi hanno attraversato, intriso di sé e fecondato tanta parte della storia umana, religiosa, culturale, economica dell’Italia dal Piemonte alla Calabria, alle isole.

di Mariano Dell’Omo

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21 marzo 2019

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