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Il segreto
di Dora Bruder

· Ripresentato il capolavoro di Patrick Modiano, premio Nobel per la letteratura 2014 ·

Uscito in Francia nel 1997 e apparso per Guanda nel 1998 nella traduzione di Francesco Bruno, il libro Dora Bruder di Patrick Modiano, universalmente riconosciuto come il suo capolavoro, viene ripresentato oggi, dopo il conferimento allo scrittore nel 2014 del Premio Nobel per la letteratura (Milano, Guanda, 2014, pagine 136, 14,50 euro). È un romanzo, come scrive Mario Fortunato nel retro della copertina? O è piuttosto un libro difficile da classificare, che del romanzo ha la perfezione della scrittura e che per il resto è il racconto, quanto mai lontano dalla fiction, di una ricerca, del faticoso percorso di ricostruzione di una vita?

Dora Bruder (al centro) tra la madre Cécile Burdej e il padre Ernest

Lo scrive Anna Foa aggiungendo che la vita è quella di una ragazza di quindici anni, figlia di un ebreo viennese e di un’ebrea ungherese, nata a Parigi nel 1926. I suoi genitori sono poveri, il padre, invalido di guerra, fa il manovale, la madre l’operaia. Il padre era stato nella Legione straniera, prima di essere congedato e approdare a Parigi, negli anni Venti. Dora invece, nata a Parigi, era cittadina francese. Modiano la incontra per caso, nel dicembre 1988, in un ritaglio di un numero di Paris-Soir del 1941 in cui legge che si cercava una ragazza di 15 anni, Dora Bruder, «m. 1,55, volto ovale, occhi castano-grigi, cappotto sportivo grigio, pullover bordeaux, gonna e cappello blu marina, scarpe sportive color marrone». Le informazioni dovevano essere mandate ai genitori in Boulevard Ornano 41. Dora prende così forma, da questa descrizione e dalle foto che Modiano è riuscito a rintracciare, così come si materializza l’abitazione di Dora, a Boulevard Ornano. Nel libro le foto non le vediamo ma Modiano ce le racconta con cura, solo una foto appare in copertina, dove Dora non deve avere più di dieci-undici anni.

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22 agosto 2019

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