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Il Papa affiderà a Maria
i frutti del sinodo
sui giovani

· A Loreto nella solennità dell’Annunciazione ·

Con l’annuncio del pellegrinaggio al santuario lauretano, Papa Francesco ha manifestato l’intenzione di firmare la lettera post-sinodale ai giovani nella Santa Casa, dopo la celebrazione della messa.

Il gesto ha un significato, oltre che storico, anche simbolico, perché Papa Francesco in tal modo affida l’esito del Sinodo dei vescovi su «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale», svoltosi dal 3 al 28 ottobre 2018, alla Vergine lauretana nella sua Santa Casa.

Una singolare analogia

L’evento richiama alla memoria il pellegrinaggio di Giovanni XXIII a Loreto, effettuato il 4 ottobre 1962, quando proprio nel santuario della Santa Casa egli affidò alla protezione della Vergine lauretana il buon esito del Concilio Vaticano II. Nel discorso ufficiale pronunciato in quella circostanza, tra l’altro, disse: «O Maria, o Maria, Madre di Gesù e Madre nostra. Qui siamo venuti stamane per invocarvi come prima Stella del Concilio, che sta per avviarsi; come luce propizia del nostro cammino che si svolge fiducioso verso la grande assise ecumenica che è universale aspettazione».

Nel discorso ufficiale di apertura del Concilio, l’11 ottobre successivo, il Papa ricordava il suo pellegrinaggio lauretano con queste parole: «O Maria, Auxilium christianorum, della cui predilezione abbiamo avuto nuova prova nel tuo tempio di Loreto, ove rimeditammo il mistero dell’Incarnazione, volgi ogni cosa ad esito felice e propizio».

In tal modo, Giovanni XXIII legava storicamente al santuario dell’Incarnazione della Santa Casa il Concilio Vaticano II. Ora Papa Francesco, firmando qui l’esortazione post-sinodale sui giovani nella Santa Casa, lega il rispettivo Sinodo alla Santa Casa, che si può definire “il santuario della giovinezza santificata”, perché abitata dalla giovane Maria, dal giovane Giuseppe e soprattutto dal giovane Gesù.

In più, Papa Francesco, con devoto gesto di vera eccezionalità, celebrerà la messa nella Santa Casa. Dal 1962 al 2012 tre Papi hanno fatto visita al santuario di Loreto: Giovanni XXIII il 4 ottobre 1962, come già detto; Giovanni Paolo II l’8 settembre 1979, l’11 aprile 1985, il 10 dicembre 1994, il 9-10 settembre 1995 e il 5 settembre 2004; e Benedetto XVI il 1°-2 settembre 2007 e il 4 ottobre 2012. Nessuno di loro però ha celebrato la messa nella Santa Casa.

L’ultimo Pontefice che lo ha fatto è stato Pio IX nel suo articolato pellegrinaggio a Loreto del maggio 1857, e per ben tre volte.

Finalmente, dopo 162 anni, un altro Sommo Pontefice, Papa Francesco, celebra nella casa nazaretana trasportata e venerata a Loreto, spazio mistico del mistero dell’Incarnazione, nella solennità dell’Annunciazione.

La Santa Casa
santuario dei giovani

Il santuario di Loreto, riguardo ai giovani, ha una storia recente molto importante. Giovanni Paolo II il 9-10 settembre 1995, per la ricorrenza del settimo centenario della traslazione della Santa Casa, incontrò a Loreto, nella conca di Montorso, quattrocentomila giovani d’Europa (EurHope). Per desiderio dello stesso Papa è sorto su quella collina il Centro di pastorale giovanile a lui intitolato, inaugurato nell’anno 2000. Il 5 settembre 2004 Giovanni Paolo II è tornato a Loreto, accolto nella stessa vallata da altrettante migliaia di giovani, e lì ha chiuso i suoi numerosi viaggi in Italia.

Il 1° e il 2 settembre 2007, sempre a Montorso, Benedetto XVI ha presieduto l’imponente “Agorà” che ha portato a Loreto oltre quattrocentomila giovani. Non si contano i gruppi giovanili accolti nel Centro di Montorso per la loro formazione cristiana dall’anno 2000 in poi.

Ci si potrebbe chiedere: perché mai tanta attenzione per i giovani nel santuario di Loreto? Perché la casa di Nazareth, trasportata e venerata a Loreto, possiede un’inesauribile ricchezza di messaggi biblici e teologici che si adattano a molteplici situazioni ecclesiali e sociali, senza forzature. E questo vale anche per la pastorale giovanile e vocazionale. Nella dimora di Nazareth infatti Maria ha trascorso la sua giovinezza, tutta orientata a Dio; ivi è stata fidanzata con Giuseppe, anche lui esemplare giovane israelita dedito al lavoro di carpentiere; ivi soprattutto Gesù ha trascorso la sua adolescenza, stando «loro sottomesso», e la sua giovinezza, lavorando a fianco di Giuseppe.

Per quanto riguarda l’aspetto vocazionale, il pensiero corre al “sì” di Maria, pronunciato nella Santa Casa nell’Annunciazione, modello del “sì” di tutte le persone che rispondono alla chiamata del Signore. Sul “sì” di Maria, Papa Francesco si è soffermato nel discorso pronunciato durante la veglia con i giovani nella XXXIV Giornata mondiale della gioventù a Panamá, il 26 gennaio scorso. Tra l’altro ha detto: «Sempre impressiona la forza del “sì” di Maria, giovane. La forza di quell’avvenga per me che disse all’angelo [...] È stato il “sì” di chi vuole coinvolgersi e rischiare, di chi vuole scommettere tutto, senza altra garanzia che la certezza di sapere di essere portatrice di una promessa. E domando a ognuno di voi: vi sentite portatori di una promessa?».

Firmato nella Santa Casa, il documento sinodale da ricordo cartaceo si trasforma in una memoria viva, in un evento sempre attuale. Qui ciascuno può venire e rivivere il mistero dell’Annunciazione. Da quel momento ancor più Loreto non sarà uno dei tanti santuari mariani, ma il luogo dove ciascuno vive nel suo oggi il mistero dell’Annunciazione, della sua chiamata personale, del travaglio, del discernimento, del coraggio nel dare il proprio assenso al progetto di Dio. Qui possono e potranno venire i giovani, i fidanzati, gli sposi, le mamme, gli anziani, i malati, i poveri, ognuno con la propria umanità, con la propria personale chiamata, per fare chiarezza dentro di sé. Tutti invitati alla gioia e a sentirsi dire come a Maria: «Non temere: nulla è impossibile a Dio».

La Santa Casa
santuario della famiglia

La presenza della reliquia della Santa Casa fa del santuario di Loreto un luogo dove coltivare, insieme alla pastorale giovanile, anche quella famigliare. Ecco perché l’8 settembre 2018 è stato avviato il progetto di spiritualità famigliare “Casa di Maria, Casa di ogni famiglia”, che Papa Francesco ha affidato alla Vergine il 9 settembre successivo, dopo la recita dell’Angelus, con queste parole: «Ieri a Loreto, nel Pontificio Santuario della Santa Casa, si è celebrata la festa della Natività di Maria e ha preso avvio la proposta di spiritualità per le famiglie: La Casa di Maria, Casa di ogni famiglia. Affidiamo alla Vergine le iniziative del santuario e quanti, a vario titolo, vi prenderanno parte». Nel contempo il Papa ha composto una breve, ma intensa preghiera per tale progetto.

La Santa Casa abitata, anche se saltuariamente, dalla Santa Famiglia, è stata definita da Giovanni Paolo II nella sua lettera per il settimo centenario lauretano, «prima ed esemplare Chiesa domestica della storia». Egli ha sottolineato anche che essa «ridesta il senso della santità della famiglia, prospettando di colpo tutto un mondo di valori, oggi così minacciati, quali la fedeltà, il rispetto della vita, l’educazione dei figli, la preghiera».

La Santa Casa
santuario del malato

La Santa Casa fa indiretto riferimento anche all’assistenza degli infermi. I primi a riconoscere la prodigiosa presenza delle pareti di Nazareth sul colle lauretano sono stati gli ammalati, che hanno sperimentato la presenza di Maria e continuano a ottenere guarigioni spirituali e fisiche. Il santuario nei secoli ha accolto sempre con premura i pellegrini infermi. Dal 1936, poi, esso è diventato meta abituale dei pellegrinaggi dell’Unitalsi e di altri gruppi ecclesiali che annualmente si fanno carico di accompagnare le persone malate.

Attualmente il dipartimento sanitario della Delegazione pontificia della Santa Casa sta promuovendo un’attenzione particolare ai malati affetti da malattie rare, verso le quali le istituzioni pubbliche e private, per ragioni diverse, anche economiche, mostrano poca attenzione. Il dipartimento, che opera in alcuni locali del Palazzo apostolico opportunamente predisposti a tale scopo, sta pianificando una collaborazione con l’università degli studi Milano-Bicocca che preveda anche un master per medici e personale sanitario.

Nei giorni che hanno accompagnato l’attesa per la visita di Papa Francesco è cresciuto sempre più l’entusiasmo non solo di loretani e pellegrini, ma anche di tanti non credenti, provenienti perfino dall’estero.

In un tempo segnato da incertezza e da precarietà, il Papa che si fa pellegrino alla Santa Casa indica a tutti, giovani, famiglie, malati e sofferenti, uomini e donne alla ricerca di speranza, che è possibile accogliere il vero senso della vita aprendosi come Maria, nella semplicità e nell’umiltà, al disegno di Dio.

di Fabio Dal Cin
Arcivescovo delegato pontificio e prelato di Loreto

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26 maggio 2019

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