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Il santo della gioia cristiana

· Al via a Isola del Gran Sasso le celebrazioni per il 150° anniversario della morte di Gabriele dell’Addolorata ·

Il santo del sorriso, il santo dei miracoli (per gli innumerevoli prodigi a lui attribuiti a partire dal 1892 e fino ai giorni nostri), ma soprattutto il santo dei giovani e in particolare degli studenti che, nella seconda settimana di marzo, giungono in migliaia all’omonimo santuario per la “festa dei cento giorni agli esami di maturità”. San Gabriele dell’Addolorata — del quale il 27 febbraio si celebra il centocinquantesimo anniversario della morte — ebbe nella «gioia cristiana» la sua nota caratteristica, come sottolineò anche Giovanni Paolo II il 30 giugno 1985 visitando il santuario di Isola del Gran Sasso (Teramo), luogo dove san Gabriele morì nel 1862, a soli 24 anni d’età, stroncato dalla tubercolosi. Gabriele come modello da seguire per le nuove generazioni: ai rappresentanti dei movimenti ecclesiali giovanili venuti da Abruzzo e Molise, Papa Wojtyła chiese di «riscoprire le radici profonde della gioia, cioè della buona novella recata sulla terra dalla venuta di Gesù», e di diffonderla, con coerenza, dappertutto.

San Gabriele dell’Addolorata, al secolo Francesco Possenti (figlio di Sante, governatore pontificio ad Assisi), nonostante le agiatezze di cui disponeva e la brillante carriera che aveva davanti, trovò nel convento — più precisamente nella famiglia dei passionisti a Morrovalle (Macerata) presso i quali si recò diciottenne per il noviziato — la sua felicità: «La mia vita è una continua gioia, la contentezza che io provo entro queste sacre mura è quasi indicibile», scrisse in una lettera al padre.

Il culto, diffuso in Italia e all’estero grazie alle numerose comunità di emigrati abruzzesi, è cominciato trent’anni dopo la sua morte, quando, nell’ottobre 1892, vennero riesumate le spoglie. Da allora, gli studiosi parlano di una catena ininterrotta di prodigi, grazie, miracoli (soprattutto guarigioni in favore di bambini), che lo hanno condotto ben presto agli onori degli altari. Gabriele venne proclamato beato da Pio X il 31 maggio 1908 e santo da Benedetto XV il 13 maggio 1920. Sei anni dopo diventò compatrono della gioventù cattolica italiana e, nel 1959, Giovanni XXIII lo dichiarò patrono d’Abruzzo.

Domenica e lunedì la Chiesa gli rende omaggio, dando il via alle manifestazioni per il centocinquantesimo della morte. Il 26 febbraio, all’apertura ufficiale dell’evento, interverrà il cardinale Giovanni Battista Re, prefetto emerito della Congregazione per i vescovi, mentre la festa del santo, il 27, sarà celebrata solennemente alla presenza del preposito generale della Congregazione della passione di Gesù Cristo (passionisti), padre Ottaviano D’Egidio, e del vescovo di Teramo-Atri, monsignor Michele Seccia. L’11 marzo e il 17 giugno si svolgeranno due messe presiedute, rispettivamente, dal cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura, e dal cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia. Tra i numerosi raduni (Unitalsi, Unmil, confraternite) da ricordare la tradizionale «Tendopoli dei giovani», a fine agosto, giunta alla trentaduesima edizione.

L’anno giubilare speciale si concluderà il 22 settembre 2013 con l’inaugurazione del nuovo santuario (i cui lavori sono cominciati nel 1970), grandioso teatro di tutte le celebrazioni assieme alla prima basilica e all’antico convento. Nel 2007, secondo l’annuario pubblicato dal Segretariato pellegrinaggi italiani, San Gabriele dell’Addolorata figurava all’ottavo posto per numero di visitatori tra i luoghi di culto italiani, con un flusso annuo di due milioni di pellegrini. Al suo interno spiccano l’enorme presbiterio sopraelevato, la cripta del santo e la cappella della Riconciliazione (inaugurate da Giovanni Paolo II nel 1985) e il concerto di quattordici campane, fuse ad Agnone, la più grande delle quali è dedicata al concilio Vaticano II e al centesimo anniversario della morte di san Gabriele (1862-1962). Qui ha un ricordo personale anche Benedetto XVI che, il 22 febbraio 1997, all’epoca cardinale prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, si raccolse in preghiera davanti all’urna del santo.

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