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Il ritorno di Erodiano

Commodo (Christopher Plummer) nel film «La caduta dell’impero romano» (1964)

Erodiano torna in libreria, cinquant’anni dopo la prima edizione con testo greco a fronte (Firenze, Sansoni, 1967), con la sua Storia dell’impero romano dopo Marco Aurelio (Torino, Einaudi, 2017, pagine XVI + 294, euro 28) tradotta e annotata dal filologo Filippo Cassola (1925-2006). Scritto in otto libri, il racconto dello storico — di cui poco si sa, ma che secondo l’antichista napoletano era di origine anatolica — si estende per quasi un sessantennio, dall’inizio del regno di Commodo, nel 180, all’avvento di Gordiano III, nel 238. Dalla traduzione compassata di Cassola non emerge naturalmente lo stile di Erodiano che, come scrive perentoriamente il filologo nell’introduzione, «è quanto di peggio possa immaginarsi». Resta in compenso la narrazione vivace di un periodo convulso e critico, di cui lo storico antico fu testimone e a cui accenna solo in generale Luciano Canfora in una prefazione fin troppo cursoria. (g.m.v.)

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14 ottobre 2019

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