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Il rischio di una laicità che rifiuta la religione

· Aperta dal cardinale Vingt-Trois l’assemblea plenaria dei vescovi di Francia ·

Il rischio di cristallizzare il malessere provocato da alcune pratiche musulmane minoritarie e, paradossalmente, di ridurre la comprensione della laicità al suo concetto più chiuso, quello del rifiuto di ogni espressione religiosa nella società: è il timore espresso ieri mattina dall’arcivescovo di Parigi, cardinale André Vingt-Trois, presidente della Conferenza episcopale francese, aprendo a Lourdes i lavori dell’assemblea plenaria. Chiaro il riferimento al controverso dibattito su laicità e islam organizzato, di lì a poche ore a Parigi, dall’Unione per un movimento popolare (Ump), il partito del presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy, e del primo ministro, François Fillon. Dibattito che ha presentato ventisei proposte per un «codice della laicità e della libertà religiosa», riaffermando principi e garanzie. Nessuna volontà, hanno detto gli organizzatori, di mettere in discussione la legge del 1905, solo la necessità di adattarla all’islam (nel frattempo divenuto la seconda religione di Francia), ribadendo i valori essenziali della Repubblica contro la strumentalizzazione della fede a fini politici.

Vingt-Trois ha ricordato il recente intervento della Conferenza dei responsabili di culto e le riserve nei confronti della scelta fatta dall’Ump: «Non abbiamo proprio bisogno di un grande dibattito per meglio conoscere i testi di riferimento e soprattutto per applicarli con tolleranza e intelligenza», ha affermato il porporato, auspicando da parte del Governo un’interpretazione più serena e aperta delle leggi e dei regolamenti che definiscono le basi del «patto laico della nostra Repubblica». Il cardinale non ha mancato di sottolineare gli ostacoli posti a volte da «pratiche amministrative» tendenti a confinare la religione all’ambito privato e le difficoltà incontrate oggi nelle carceri, nei licei e negli ospedali, citando un recente rapporto dell’Alta autorità di lotta contro le discriminazioni e per l’uguaglianza, che vorrebbe estendere gli obblighi di neutralità imposti nel settore pubblico alle strutture private dei settori sociali e dell’infanzia che svolgono un servizio pubblico o di interesse generale.

Nel discorso di apertura dell’assemblea, che si concluderà venerdì, il presidente della Conferenza episcopale ha ricordato un altro tema di attualità in Francia, ovvero il progetto di legge sulla bioetica, che proprio ieri ha cominciato il suo iter di discussione al Senato. «Speriamo — ha detto Vingt-Trois — che i senatori non aggravino le disposizioni votate dalla maggioranza dei deputati e non aprano la via a un eugenismo di Stato, soprattutto a proposito dell’individuazione della trisomia 21 (sindrome di Down), dell’autorizzazione generale di utilizzare l’embrione umano come materiale di ricerca, della strumentalizzazione del corpo delle donne».

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