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Il rischio che il nucleare civile  finisca in armamenti

· Intervento della Santa Sede alle Nazioni Unite ·

Pubblichiamo la traduzione dell'intervento pronunciato il 6 maggio dall'arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, in occasione della Conferenza di Esame delle Parti 2010 del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari.

Signor Presidente,

mi permetta di congratularmi per la sua elezione alla presidenza della Conferenza per la revisione del Trattato di non-proliferazione nucleare del 2010. La mia Delegazione assicura pieno sostegno ai suoi sforzi per un esito positivo della Conferenza.

Innanzitutto, desidero leggere il messaggio che Papa Benedetto XVI ha inviato a questa Conferenza: «Il processo verso un disarmo nucleare concertato e sicuro è strettamente connesso con il pieno e sollecito adempimento dei relativi impegni internazionali. La pace, infatti, riposa sulla fiducia e sul rispetto degli obblighi assunti e non soltanto sull'equilibrio delle forze. In tale spirito, incoraggio le iniziative che perseguono un progressivo disarmo e la la creazione di zone libere da armi nucleari, nella prospettiva della loro completa eliminazione dal pianeta. Esorto tutti i partecipanti alla riunione di New York a superare i condizionamenti della storia e a tessere pazientemente la trama politica ed economica della pace per aiutare lo sviluppo integrale umano e le autentiche ispirazioni dei Popoli».

Le armi nucleari sono ormai da decenni un tema centrale sull'agenda del disarmo. Queste armi continuano a esistere in quantitativi enormi e alcune di esse sono operativamente pronte. Non sono più soltanto un deterrente, ma si sono radicate nelle dottrine militari delle maggiori potenze. Il pericolo della proliferazione si è intensificato. La minaccia di terrorismo nucleare è divenuta reale.

In questo contesto il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) resta uno strumento multilaterale valido e indispensabile che vincola gli Stati aderenti nella sua totalità e in particolare nel suo richiamo a negoziati «in buona fede su misure concrete relative alla cessazione della corsa agli armamenti nucleari al più presto e al disarmo nucleare e su un Trattato sul disarmo generale e completo sotto controllo internazionale stretto ed efficace» (Art. vi).

Una delle sfide consiste nel fatto che gli Stati che detengono armi nucleari, quarant'anni dopo l'entrata in vigore del Tnp, devono ancora perseguire in modo chiaro e concreto questi negoziati previsti dall'articolo vi del Tnp, devono ottemperare alle indicazioni della Corte Internazionale di Giustizia secondo la quale si devono concludere negoziati per l'eliminazione delle armi nucleari, e devono compiere quelle misure adottate nel 2000 per la loro completa eliminazione. Il disarmo nucleare è uno dei pilastri del Trattato e in definitiva condiziona gli altri due per un semplice fatto: fino a quando esisteranno le armi nucleari, esse permetteranno e incoraggeranno la proliferazione, e ci sarà sempre il rischio che il nucleare prodotto per l'uso pacifico di energia finisca poi in armamenti. La concretezza delle nostre preoccupazioni e dei nostri sforzi per porre fine alla proliferazione nucleare deve essere sostenuta da una forte autorità morale, un'autorità morale che deriva innanzitutto dal rispetto e dal mantenimento delle promesse e degli impegni.

Le dottrine militari che continuano a basarsi sulle armi nucleari come strumenti di sicurezza e di difesa o perfino come misura di potere, de facto rallentano il disarmo nucleare e i processi di non proliferazione. La Santa Sede sostiene con vigore sia un disarmo nucleare trasparente, verificabile, globale e irreversibile, sia l'affrontare seriamente le questioni delle armi nucleari strategiche, quelle tattiche e i loro strumenti di utilizzo. In questo contesto, la Santa Sede accoglie con favore il nuovo Trattato di Riduzione delle Armi strategiche. L'entrata in vigore del Trattato sull'interdizione globale degli esperimenti nucleari (Ctbt) è la più alta priorità. La messa al bando universale delle esplosioni nucleari inibirà lo sviluppo di armi nucleari e quindi contribuirà al disarmo nucleare e alla non proliferazione e impedirà ulteriori danni all'ambiente. In questa direzione, è cruciale fermare la produzione e il trasferimento di materiale fissile per le armi. L'immediato inizio del negoziato per un Trattato per la messa al Bando della produzione di materiale sissile (Fmct) è una questione di responsabilità e non deve essere ulteriormente procrastinato. La Santa Sede incoraggia anche gli Stati che detengono armi nucleari e quanti le possiedono a ratificare i rispettivi Protocolli dei Trattati sulle Zone libere da Armi nucleari e sostiene con vigore gli sforzi per creare una zona del genere in Medio Oriente. Le zone libere da armi nucleari sono il miglior esempio di fiducia e affermazione che la pace e la sicurezza sono possibili senza possedere armi nucleari.

La comunità internazionale deve cercare nuove modalità per il disarmo nucleare. È un fatto che nessuna forza sulla terra sarà in grado di proteggere le popolazioni civili dall'esplosione di bombe nucleari che potrebbero causare milioni di morti immediate. Il disarmo nucleare e la non proliferazione sono infatti essenziali anche da un punto di vista umanitario. Ogni passo verso la non-proliferazione e il programma di disarmo devono sempre essere rivolti alla sicurezza e alla sopravvivenza dell'umanità e devono basarsi sui principi del valore preminente e intrinseco della dignità umana e della centralità della persona umana, che sono il fondamento del diritto umanitario internazionale. Lezioni importanti si possono apprendere dalla Convenzione sulle Munizioni a Grappolo e dal Trattato sulla messa al Bando delle Mine Antiuomo, che dimostrano entrambi come sia possibile fare una reale differenza per la sicurezza umana, abbandonando le vecchie abitudini.

Signor Presidente, il mondo è giunto al momento opportuno per cominciare a soddisfare in modo sistematico i requisiti legali, politici e tecnici per un mondo libero da armi nucleari. Per questo motivo, dovrebbe cominciare il prima possibile il lavoro preparatorio sulla Convenzione e sull'accordo quadro per una eliminazione graduale delle armi nucleari.

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