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Il ragno e il topo

· ​Cento anni fa la nascita del registra Jack Arnold ·

Di solito si pensa alla fantascienza del cinema americano degli anni Cinquanta come a un genere che intendeva cavalcare, se non addirittura fomentare, la paura del “pericolo rosso” e di un possibile olocausto nucleare. 

«The incredible shrinking man» (1957)

O che quanto meno teneva, attraverso le sue metafore sin troppo scoperte, a consolidare l’atmosfera da guerra fredda che si respirava pesantemente in quegli anni. C’è invece un filone della science fiction da grande schermo che intendeva andare in senso opposto. Che cercava cioè di smussare le asperità e di lanciare un messaggio di pace e di tolleranza nei confronti delle altre culture. Fino a promuovere un moto di sana autocritica nazionale.
I film del grande Jack Arnold, nato a New Haven, nel Connecticut, il 14 ottobre di cento anni fa, appartenevano a questo sottoinsieme non troppo esiguo. Tanto che seguendo la sua filmografia si possono intravedere sottotesti o chiari riferimenti all’attualità dell’epoca sempre più orientati in tal senso.

di Emilio Ranzato

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26 maggio 2018

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