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Il primo compleanno

· Lucetta Scaraffia racconta il mensile «donne chiesa mondo» ·

Storia, struttura e finalità del mensile dell’«Osservatore Romano»

Compie un anno quello che si potrebbe definire il «supplemento femminile» mensile  dell’Osservatore Romano, che ha per titolo il trinomio «donne chiesa mondo». Il primo numero è uscito infatti il 30 maggio 2012 con il giornale del giorno successivo, data scelta per la festa della Visitazione. Il direttore Giovanni Maria Vian ricorda che l’idea di dare avvio al supplemento non è nata nel chiuso di una redazione, ma durante una passeggiata in campagna, all’inizio di marzo 2012. La proposta è venuta da due collaboratrici, note per il loro impegno: la giornalista Ritanna Armeni, e Lucetta Scaraffia, che insegna storia contemporanea alla Sapienza di Roma ed è editorialista del quotidiano della Santa Sede. «In un primo momento — confessa il direttore — ho esitato ad accettare la proposta, sia per la novità assoluta del progetto nella storia pur lunga dell’Osservatore Romano, sia per l’impegno giornalistico che avrebbe richiesto. Poi mi sono convinto, ne ho parlato all’editore, cioè in Segreteria di Stato, e già alla fine del mese, al ritorno dal viaggio di Benedetto XVI in Messico e a Cuba, è arrivato il consenso senza riserve».

Così, dunque, in meno di due mesi è nato il mensile, che inizialmente era stato pensato come un inserto in bianco e nero all’interno del quotidiano, ma che, grazie anche alla creatività dei grafici e alla disponibilità della Tipografia Vaticana, ha assunto la veste di un supplemento tutto a colori stampato su carta patinata. Le curatrici sono coloro a cui spetta la maternità dell’idea: Armeni e Scaraffia, con l’aiuto redazionale di Giulia Galeotti e la collaborazione di molte altre persone.

Abbiamo rivolto alla professoressa Scaraffia alcune domande sul supplemento: sul suo significato, le sue forme, le sue prospettive. «Soprattutto si voleva dare maggiore rilievo alla presenza femminile nella vita della Chiesa, che è così rilevante e anzi maggioritaria. Consideriamo, ad esempio, che le donne costituiscono i due terzi del numero totale dei religiosi. Una pubblicazione periodica che desse una voce e un volto a queste donne era necessaria per far capire quanto esse siano importanti e quanto il loro lavoro, i loro progetti e le loro riflessioni abbiano contribuito, nel passato e nel presente, a costruire la cultura e la tradizione cattolica, a tenere in piedi la Chiesa nel mondo». E conclude: «siamo riuscite a rendere evidente a tutti quanto la presenza e il lavoro delle donne sia importante, e come la loro presenza non sia solo di aiuto materiale, di assistenza: le donne hanno pensato, e pensano, Dio, la Chiesa, il tempo presente».

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