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Il primato della persona  nel magistero della Chiesa

· Il cardinale Bertone incontra giornalisti, imprenditori e salesiani cileni alla vigilia della conclusione del suo viaggio ·

Chiarezza. La chiede il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone davanti all'imponente campagna mediatica innescata dai casi degli abusi sessuali, che in alcuni Paesi hanno visto coinvolti dei sacerdoti. Chiarezza la chiede soprattutto a chi «attacca solo la Chiesa», anche a costo «di non occuparsi più di dare informazioni sui problemi del mondo». Non usa mezzi termini il segretario di Stato nell'affrontare la questione incontrando i giornalisti al termine della plenaria dell'episcopato cileno, svoltasi lunedì mattina, 12 aprile, a Santiago, uno degli appuntamenti in agenda nella visita ufficiale che sta compiendo in questi giorni al Paese.

Esplicito è stato il riferimento ai continui attacchi portati dal «New York Times». Il cardinale Bertone ha ricordato in proposito le posizioni espresse dal più diffuso quotidiano economico internazionale, il «Wall Street Journal», e, più recentemente dal «The Jerusalem Post» che nella edizione on line di giovedì 8 aprile, aveva ospitato un intervento di Ed Koch — al quale il nostro giornale ha dato rilievo nella edizione di domenica scorsa, 11 aprile — per sostenere la tesi di «manifestazioni di anticattolicesimo» e di una serie di articoli che non hanno più «lo scopo di informare ma solo punitivo».

«Non vogliamo certo mettere il silenziatore su questi casi — ha quindi ripetuto il segretario di Stato durante la conferenza stampa — ma speriamo che questa campagna finisca» e si cominci a considerare che questa orrenda patologia «riguarda anche altre istituzioni. Abbiamo statistiche dell'Onu e dell'Unicef, relative a migliaia di casi riguardanti tutte le categorie e che non parlano solo della Chiesa cattolica perché è una percentuale minima». Ciononostante, visto che la gravità della tragedia resterebbe tale anche se si trattasse di un solo caso, come è stato più volte ribadito da parte della Chiesa cattolica, «il Papa ha incontrato molte delle vittime — ha ricordato il porporato secondo quanto riferisce l'Ansa — ed è disposto ad incontrarne altre. Sarebbe interessante che capi di Stato e capi di altre religioni incontrassero a loro volta» quanti sono rimasti vittime in altri contesti.

Il cardinale Bertone poi, ricordata la messa in linea, sul sito della Santa Sede, della Guida alla comprensione delle procedure di base della Congregazione per la Dottrina della Fede riguardo alle accuse di abusi sessuali , (avvenuta nella stessa giornata di lunedì 12, e della quale abbiamo dato notizia nella nostra edizione di ieri, ndr ), non ha nascosto la possibilità di «altre iniziative» che il Papa prenderà ancora, che «non mancheranno di sorprenderci. Non posso anticipare, ma si sta pensando ad altre cose su questo tema specifico». «Anche altre istituzioni — ha aggiunto — dovrebbero prendere iniziative concrete, di cuore» per difendere la dignità dei bambini e delle mamme. Dal canto suo il Papa «ha chiesto perdono — ha precisato ancora — per i casi di abusi sessuali nei quali sono rimasti coinvolti dei religiosi» e ha citato la lettera ai cattolici irlandesi e i diversi interventi negli Stati Uniti e in Australia.

Durante l'incontro con i giornalisti sono state affrontate anche altre tematiche, alcune riguardanti la visita del cardinale in Cile «un'occasione per il Paese — ha detto per esempio il vescovo Alejandro Goi{l-cacute}, presidente della Conferenza episcopale del Cile — per manifestare al Papa una comunione profonda davanti agli ingiusti attacchi di questi giorni».

Martedì mattina, 13 aprile, il cardinale segretario di Stato ha incontrato, in nunziatura, gli imprenditori cileni, per ribadire gli insegnamenti della dottrina sociale della Chiesa e soprattutto per rilanciare quelli contenuti nell'enciclica di Benedetto XVI Caritas in veritate . «La Chiesa — ha ripetuto in sostanza il cardinale — senza pretendere di offrire soluzioni tecniche ai problemi economici, ha la missione di illuminare le coscienze degli uomini con l'annuncio del Vangelo, affinché le loro azioni siano in linea con la necessità di rispettare la dignità della persona umana e si eviti ogni forma di degrado considerando la persona come mero strumento di produzione. Questa è la visione dell'umanesimo cristiano, in virtù della quale la disponibilità verso Dio comporta la disponibilità con i fratelli e una vita intesa come fonte di solidarietà». Ha poi ribadito la fondamentale importanza che qualsiasi attività economica abbia come obiettivo il bene comune e che tale fine sia ottenuto «con mezzi leciti». Per poter parlare di relazioni autenticamente umane «è necessario — ha aggiunto — che siano fondate su trasparenza, amicizia, solidarietà, reciprocità, responsabilità e fiducia». Un ideale questo che non può mai venir meno, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale, nel quale le dinamiche economiche hanno influenzato molto il modo di intendere le iniziative imprenditoriali. In questo senso ha riproposto quanto sostenuto dal Papa a proposito dell'impiego delle risorse economiche che «non deve mai essere motivato da fini speculativi» o cedere al tentativo di «raggiungere unicamente un beneficio immediato».

Il segretario di Stato si è poi soffermato sulle grandi potenzialità offerte dal progresso tecnologico mettendo in guardia dai rischi che si possono correre quando, proprio con le nuove conquiste, si va affermando «una mentalità per la quale tutto è manipolabile, anche la vita umana». Si è riferito in particolare alla fecondazione in vitro, alla ricerca sugli embrioni, alla clonazione, all'aborto e all'eutanasia. Si tratta di «rischi — ha detto — che bisogna affrontare, come insegna il Papa, nella logica del dono e della gratuità» anche nell'ottica dell'economia di mercato. È necessario riaffermare così «il primato della persona sull'utile, quello della relazione personale sul prodotto finale».

Buona parte del pomeriggio il cardinale l'ha trascorsa «in famiglia». Si è intrattenuto infatti con la comunità salesiana nella pontificia università «Silva Henríquez». Dopo aver ripercorso la storia della presenza salesiana in questa terra, il cardinale si è soffermato sull'impegno che attende gli eredi di Don Bosco per il futuro della missione della Chiesa in Cile, così come disegnato nel corso della v Conferenza generale dell'episcopato latinoamericano e dei Caraibi, riunitasi ad Aparecida, affinché in Cristo tutti abbiano la vita. «La vocazione di tutti i cristiani — ha ricordato — è di essere discepoli che accolgono calorosamente la Parola di Dio e apostoli che la trasmettono gioiosamente. La fedeltà a questa convinzione pone i membri della famiglia salesiana al servizio di questo bel compito evangelizzatore, con il carisma che li caratterizza e l'esempio illuminato di san Giovanni Bosco, che seppe andare incontro ogni giorno ai bisogni e alla povertà dei ragazzi della sua epoca con un cuore di padre, maestro e amico dei giovani». Anche oggi per i salesiani la sfida resta quella di favorire l'incontro di ogni giovane con Gesù Cristo. «Una sfida permanente — ha detto — che si deve affrontare con fedeltà alla parola di Dio, con docilità al magistero della Chiesa e in comunione con i pastori e i piani diocesani di evangelizzazione, cercando d'identificarsi pienamente con il messaggio di salvezza che si proclama».

Dopo aver proposto il pensiero di Benedetto XVI sull'educazione, il cardinale Bertone ha ricordato ai suoi confratelli che «di fronte allo sconforto che invade alcuni educatori, genitori e professori, voi siete invitati, attraverso le vostre molteplici opere formative, a offrire una testimonianza di speranza. Guardare a don Bosco e continuare a imparare dal suo “umanesimo pedagogico” vi aiuterà a educare, considerando in primo luogo la dignità della persona, tenendo conto dei bisogni dei giovani, per renderli corresponsabili della loro crescita, e risvegliando e mobilitando tutte le loro potenzialità. Guardare a san Giovanni Bosco vi insegnerà anche ad apprezzare correttamente le realtà temporali, il carattere nobilitante del lavoro quotidiano e la gioia di vivere». «Il Cile — ha concluso — sta attualmente vivendo un momento di dolore e di speranza al quale tutti sono chiamati a partecipare offrendo il meglio di se stessi. A novembre dello scorso anno i vescovi del Cile, in vista del bicentenario, hanno invitato a fare di questa patria «una mensa per tutti». È un invito a lavorare insieme, senza che nessuno resti escluso e al quale tutti possano apportare i propri talenti per superare i grandi problemi esistenti e le disuguaglianze sociali che ancora esistono in questo Paese. Nella costruzione di questa mensa per tutti la Famiglia salesiana può offrire il proprio contributo, ricordando che al progresso materiale deve corrispondere un progresso nella formazione etica dell'uomo».

La giornata si è conclusa con una sosta nella casa di riposo per sacerdoti, intitolata al «santo Curato d'Ars». Nei confronti degli ospiti ha espresso stima per il servizio fedele reso alla Chiesa.

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18 settembre 2019

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