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Tregua umanitaria nello Yemen

· Sospesi per cinque giorni i raid aerei ·

Civili fuggono da San’a (Reuters)

Mentre nello Yemen si susseguono notizie di nuove vittime tra i civili, oltre che tra le forze belligeranti, il presidente Abderabbo Mansour Hadi, riconosciuto internazionalmente, ha lanciato un appello per «un rapido intervento di forze di terra». La richiesta — espressa dall’ambasciatore che rappresenta all’Onu il presidente — potrebbe precludere a un’operazione delle truppe dell’Arabia Saudita ammassate al confine, dopo i raid aerei contro i ribelli huthi e i loro alleati, cioè i militari fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh, iniziati il 26 marzo scorso a opera di una coalizione a guida appunto saudita. Proprio ieri, peraltro, il segretario di Stato americano, John Kerry, in visita a Riad, ha chiesto una pausa nei raid aerei per permettere i soccorsi alla popolazione. Kerry, pur continuando ad accusare gli huthi per il proseguimento dei combattimenti, ha auspicato che un cessate il fuoco possa essere concordato per mitigare la crisi umanitaria provocata dalle violenze, con la carenza di cibo, combustibili e medicinali che si aggiunge a un esodo di centomila profughi verso i Paesi vicini. I raid aerei di ieri si sono concentrati sulle postazioni degli huthi ad Aden, nel sud del Paese, da dove era fuggito in marzo lo stesso Hadi, rifugiatosi a Riad, a Marib, a Saada e a Dhamar. Negli attacchi, secondo fonti saudite, sono stati uccisi decine di ribelli.

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21 luglio 2018

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