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Il presidente siriano Assad
apre ad elezioni politiche

Il presidente siriano, Bashar Al Assad, si è detto ieri pronto a tenere elezioni parlamentari e ad avviare un processo di revisione costituzionale. 

A riferirlo è l’agenzia Interfax. La notizia è stata poi confermata da una fonte russa alla France Presse. L’unica condizione posta dal presidente è la sconfitta del terrorismo, considerato il vero nemico del futuro della Siria. Al Assad si è inoltre detto disposto ad aprire il voto «a forze di opposizione patriottiche e ragionevoli», ma anche a correre egli stesso «se il popolo non si opporrà».

Da cinque anni alle prese con un conflitto che ha causato finora 250.000 morti e con l’espansione del cosiddetto Stato islamico (Is), il presidente Al Assad ha incontrato ieri la delegazione russa inviata da Mosca per cercare di aprire la strada verso una soluzione diplomatica della crisi. Rieletto oltre un anno fa con un voto contestato dall’opposizione, il mandato di Al Assad scadrà nel 2021, mentre quello del Parlamento nel maggio 2016. Due giorni fa il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, aveva sottolineato che le nuove elezioni in Siria dovranno far parte di «un processo politico che integri la fase militare contro il terrorismo» e che dunque includa tutti i protagonisti dello scenario siriano, incluso Al Assad. Una posizione, questa, fortemente contestata da Washington, Bruxelles e da alcuni Paesi arabi, secondo cui invece l’attuale regime non dovrà avere nessun ruolo nel futuro del Paese.

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16 settembre 2019

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