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Il presidente romeno accusa il governo

· Per aver provocato la profonda crisi in cui è sprofondato il paese ·

Il presidente della Romania, Klaus Iohannis, ha accusato il governo del primo ministro socialdemocratico, Sorin Grindeanu, di avere provocato la profonda crisi in cui è sprofondato il paese con le imponenti manifestazioni di protesta contro il decreto “salva-corrotti”, poi ritirato. Ma, al tempo stesso, si è detto contrario a un cambio di esecutivo e a eventuali elezioni anticipate.

Manifestazione di protesta a Bucarest (Ap)

Parlando ieri in parlamento Iohannis, che è su posizioni liberali e moderate, ha fatto appello alla maggioranza governativa ad aprire al dialogo con le opposizioni, per superare la paralisi politica ed evitare di ritornare alle urne a soli due mesi dal voto dell’11 dicembre. «Il ritiro del decreto contestato e le eventuali dimissioni di qualche ministro non bastano e andare ora di nuovo a votare sarebbe troppo, è una ipotesi da escludere», ha detto in aula il presidente. Ma i deputati del Partito socialdemocratico e dell’alleato di governo Alde, messi sul banco degli imputati dal presidente, hanno abbandonato l’aula in segno di protesta. E mentre non si fermano le proteste di piazza a Bucarest e nelle principali città romene, il governo del primo ministro Grindeanu, che ha ribadito di non volersi dimettere, ha messo a punto un nuovo disegno di legge sul tema della corruzione, che intende sottoporre al voto del parlamento.

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16 ottobre 2019

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