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Il presidente e le reliquie

· Dmitri Medveded a Parigi ·

«Per me, che sono di fede cristiana, è l'occasione per avvicinarmi a reliquie molto venerate. Spero, molto sinceramente, che questi incontri contribuiscano a rafforzare la pace e la compressione, a migliorare le relazioni tra i nostri Paesi e la comunione fra le Chiese». Lo ha sottolineato, ieri a Parigi, il presidente russo Dmitri Medvedev durante la visita nella cattedrale di Notre-Dame de Paris per venerare la Santa Corona di spine che vi è custodita. Durante la visita in Francia il presidente russo ha anche inaugurato, al museo del Louvre, la mostra «Santa Russia», che raccoglie quattrocento opere d'arte cristiana realizzate dal IX al XVIII. Riportiamo, qui di seguito, ampi stralci del resoconto della visita, pubblicato, mercoledì 3 marzo, dal quotidiano «La Croix».

Cantato dalle voci profonde dei seminaristi ortodossi, l'officio della Croce si è levato nella cappella capitolare dell'Ordine del Santo Sepolcro a Notre-Dame. Accompagnati dal metropolita Hilarion di Volokolamsk e dall'arcivescovo Innocenzo di Chersoneso, Dmitri Medvedev e la consorte hanno assistito all'officio della venerazione delle reliquie della Santa Corona di spine: una corona di giunchi tenuti insieme da fili d'oro che fu, secondo la tradizione, lo strumento del supplizio di Cristo, che sarebbe passata dalle mani dei primi cristiani a Costantinopoli prima di essere venduta a dei mercanti veneziani e poi recuperata da san Luigi. Questa tappa profondamente religiosa nell'agenda già molto ricca d'impegni del presidente russo, avrà potuto sorprendere. Testimonia in realtà il riavvicinamento, in questi ultimi anni, fra il Patriarcato di Mosca e lo Stato russo. Questa visita è «un bel segno del fatto che lo Stato russo si riallaccia alle sue radici cristiane e riconosce l'importanza dei simboli cristiani nelle relazioni internazionali», si rallegra padre Alexandre Siniakov, cancelliere della diocesi ortodossa russa in Europa occidentale. Recandosi ieri a Notre-Dame, Dmitri Medvedev, che ha chiesto di essere battezzato all'età di 23 anni, in pieno crollo del regime sovietico, ha seguito le orme del defunto patriarca Alessio ii, in visita a Parigi due anni fa, e quelle dello zar Nicola ii, che aveva venerato questa reliquia nel 1896. Se la Costituzione insiste sulla separazione fra la Chiesa e lo Stato russi (articolo 13 e 14), la Russia post-comunista cerca di rifondare la sua identità nazionale su valori comuni, osserva Antoine Nivière, professore presso l'università di Nancy II, esperto di questioni religiose in Russia: «Il regime sovietico ha voluto fare tabula rasa del passato cristiano della Russia» ha spiegato. «Oggi, i dirigenti sono alla ricerca di nuovi valori morali, spirituali e culturali che permettano di saldare la società russa e di sostenere il discorso ideologico attorno al quale si costruisce l'identità nazionale. Si assiste al ritorno del religioso, nella sua dimensione non solo sociale ma anche politica». Questa svolta è dipesa anche dalla personalità della consorte del presidente, Svetlana Medvedeva, che è di fatto nota per essere molto devota, è stata la prima fra i fedeli a ricevere la comunione dal nuovo patriarca Cirillo di Mosca in occasione della sua intronizzazione. È stata sempre lei a sostenere, lo scorso marzo, il progetto di costruzione della futura cattedrale ortodossa di Madrid. Assisteva due mesi dopo alla liturgia di consacrazione della prima chiesa ortodossa russa costruita a Roma. La sua visita a Parigi ha luogo proprio alcune settimane dopo la decisione presa dallo Stato francese di vendere alla Federazione Russa l'antica sede di Méteo France, vicina alla torre Eiffel, per permettere la costruzione di una cattedrale ortodossa che sarà affidata al patriarcato di Mosca.

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