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Il presidente Al Assad non arretra

· Stati Uniti e Unione europea criticano la posizione di Damasco sul conflitto siriano ·

Una conferenza nazionale per scrivere una nuova Costituzione ed elezioni: queste le promesse fatte dal presidente siriano, Bashir Al Assad, nel discorso alla nazione compiuto ieri a Damasco. Dure le critiche dei Paesi occidentali. Intanto, proseguono le violenze: l’ultimo bilancio stilato dagli attivisti parla di ventiquattro vittime, tra i quali una donna e un bambino. Aleppo, la città più segnata dai combattimenti.

Il presidente siriano è riapparso ieri in pubblico nella casa della Cultura a Damasco, davanti a una folla di sostenitori, annunciando in un discorso alla nazione trasmesso in televisione che il suo Governo continuerà a «combattere contro i terroristi» responsabili delle violenze in tutto il Paese. «Non possiamo aspettare che altri trovino una soluzione per la Siria», dove «la sicurezza è scomparsa dalle strade e ovunque si respira tristezza». Assad ha poi fatto appello a una mobilitazione nazionale per combattere contro gli estremisti «foraggiati dall’estero», ringraziando Russia, Cina e Iran per il sostegno al suo Governo. «Questo è un conflitto di chi vuole vendicarsi contro il popolo e frammentare la Siria». Il presidente ha poi aperto al dialogo con «partiti, individui che non vendono il loro Paese agli stranieri» e annunciato il suo «piano di pace» che sarà annunciato nei prossimi giorni. La strada per uscire dalla crisi — secondo Assad — passa per la creazione di una Conferenza nazionale «per redigere una nuova Costituzione che verrà sottoposta a referendum, al quale seguiranno elezioni politiche». Infatti, «solo il dialogo nazionale porterà la Siria fuori da una crisi senza precedenti» ha sottolineato.

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16 luglio 2019

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