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Il pregio del dire umile

· Giovanni Paolo I nel ricordo del cardinale Stella ·

Un sacerdote che ha vissuto nell’umiltà, nella carità e nell’obbedienza, facendo coincidere quanto insegnava con la sua vita: è il profilo spirituale di Albino Luciani tracciato dal cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il clero. Nel pomeriggio di martedì 26 agosto, giorni in cui ricorre il trentaseiesimo anniversario dell’elezione di Giovanni Paolo i, il porporato ha celebrato la messa nella parrocchia di San Giovanni Battista a Canale d’Agordo, paese natale di Luciani, su invito del vescovo, monsignor Giuseppe Andrich, e del parroco, don Mariano Baldovin.

In una formella in bronzo di Franco Murer (2012)

«Con lui condivido le radici in questa terra veneta» ha detto il cardinale, confidando di averlo «conosciuto da vicino, anche come mio vescovo, per undici anni, dopo aver partecipato a Roma alla sua consacrazione episcopale». E ha ricordato in proposito che fu proprio Luciani che «nell’ottobre del 1965, alla fine del concilio ecumenico Vaticano ii, rispose di sì alla Segreteria di Stato che mi richiedeva per il servizio della Santa Sede».

È dunque «come adempiendo un voto di riconoscenza alla sua persona» che il porporato ha scelto di «parlare di Albino Luciani in quanto sacerdote, con particolare accento sul tema della vocazione sacerdotale». Infatti, ha affermato, «Papa Luciani sarà ricordato soprattutto come un modello di vita sacerdotale: un sacerdote trasparente, zelante e senza ipocrisia, con una vita tutta volta a rendere visibile e credibile la sostanza del Vangelo — nell’umiltà, nella carità e nella povertà — con una stupenda coincidenza tra quanto insegnava e quanto praticava e viveva, nella fedeltà quotidiana alla sua vocazione, in tutto il suo percorso, da giovane prete fino alla cattedra di Pietro».

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