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Il potere della riconciliazione

· Abe e Obama a Pearl Harbor ·

Il premier giapponese, Shinzo Abe, e il presidente statunitense, Barack Obama, hanno visitato oggi l’Uss Arizona Memorial di Pearl Harbor, coronando simbolicamente il miglioramento dei rapporti fra i due paesi. Una visita «storica» l’ha definita Obama, che mostra «il potere della riconciliazione» e conferma come le «ferite di guerra possono cedere il passo all’amicizia». Abe ha presentato le sue «condoglianze sincere ed eterne» per le vittime dell’attacco in cui, 75 anni fa, morirono 2400 americani e che decretò l’entrata degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale. 

Obama e Abe depongono una corona di fiori al memoriale di Pearl Harbor (Ansa)

Quando il 7 dicembre 1941 i giapponesi sferrarono l’attacco la dichiarazione di guerra non era stata ancora presentata e i due paesi, benché in pessimi rapporti, erano ufficialmente in pace. L’imponente flotta comandata dal leggendario ammiraglio Isoroku Yamamoto, forte di sei portaerei, arrivò a 385 chilometri al largo di Pearl Harbor e lanciò due ondate di bombardieri, caccia e siluranti che distrussero 21 navi da guerra e 328 aerei. Anche se negli anni cinquanta altri tre premier giapponesi si erano recati in visita a Pearl Harbor, Abe è stato il primo a visitare l’Uss Arizona Memorial, la nave che affondò durante i bombardamenti, nella quale morirono 1177 militari a bordo e che nel 1962 è stata trasformata nel memoriale ai caduti.
«Non dobbiamo mai ripetere l’orrore delle guerra. Questo è l’impegno» ha detto Abe, dopo aver deposto una corona di fiori per le vittime. «Il mondo ha bisogno di tolleranza e del potere della riconciliazione» ha aggiunto il premier giapponese, definendo l’alleanza fra Stati Uniti e Giappone un’«alleanza della speranza». Il tema della riconciliazione è quello cavalcato dai due leader nel momento solenne della visita, la prima di un premier giapponese dal 1951. Come previsto, Abe non ha presentato le proprie scuse per l’attacco del 1941, così come non le aveva presentate Obama a Hiroshima per la bomba atomica.
La presenza del premier Abe a Pearl Harbor, ha spiegato il presidente statunitense, «ci ricorda che cosa è possibile raggiungere, evidenzia che le guerre possono finire e che i nemici possono diventare alleati». La visita mostra come «i frutti della pace sono più pesanti della guerra». I due leader hanno poi riaffermato l’alleanza tra Stati Uniti e Giappone, definendola il fondamento della sicurezza e della prosperità in Asia. 

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