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Il Pontefice saluta i dipendenti vaticani

· Questa mattina nella basilica di San Pietro ·

«Buongiorno a tutti voi». Erano numerosi come non mai, mercoledì mattina, 27 marzo, i dipendenti vaticani nella basilica di San Pietro   quando  Papa Francesco li ha salutati con queste parole. Avevano appena finito di partecipare, come ogni anno,  alla messa per la comunione pasquale  celebrata dal cardinale Angelo Comastri e lo attendevano. Quando è giunto all'altare della Cattedra lo hanno accolto con un lungo applauso. Il cardinale arciprete della basilica lo ha salutato a nome di tutti. Poi ha ricordato  un aneddoto di Papa Roncalli narratogli dall'arcivescovo Loris Capovilla nel giugno 1978, durante un pellegrinaggio con i seminaristi della diocesi di Massa Marittima - Piombino: monsignor Capovilla «ci raccontò un episodio che mi sembra adatto a questo momento: ci disse che il 29 ottobre 1958, il giorno dopo l'elezione, a tavola, Papa Giovanni era triste, quasi amareggiato e il segretario era un po' intimorito e ad un certo punto chiese: "Padre Santo, ma c'è qualcosa che non va?". E lui disse: "Ho avuto una grande umiliazione". "Cosa è successo?". "Ieri." "Era il giorno dell'elezione, forse si sarà sentito indegno?". "No, no. è la volontà del Signore, quella. Ma vedi: dopo l'elezione, ho visto venire tutti i cardinali per l'obbedienza, tutti in fila, inginocchiati, mi hanno baciato il piede - come si faceva allora - Pensa, anche il cardinale Elia Della Costa, quel sant'uomo, ché io lo considero un santo! Mi sono sentito tanto umiliato." E gli disse: "Don Loris, queste cose vanno cambiate. Bisogna che la Chiesa faccia un bagno di semplicità e di umiltà. Allora, la luce di Cristo brilla sul volto della Chiesa"».  E il cardinale ha concluso: «Padre santo, è quello che lei sta facendo».
E il Pontefice, rispondendo alle parole di saluto, ha voluto anche lui tornare a Papa Roncalli ricordando un noto aneddoto: alla domanda di un ambasciatore su quante persone lavorassero in Vaticano rispose con arguzia: «La metà». E con un filo di benevola ironia Papa Francesco ha aggiunto sorridendo: «Io sono sicuro che voi siete di questa metà che lavora. Grazie tante!».

Riferendosi poi alla celebrazione appena conclusa ha ringraziato per il lavoro in Vaticano, «talvolta nascosto» ma che «va avanti». Un ricordo l'ha poi riservato a quanti non erano presenti: «E voglio anche ringraziare i vostri colleghi, che non sono potuti venire per il lavoro, stanno lavorando in questo momento. Grazie tante. Voglio ringraziarvi per questo e chiedervi di pregare per me: ne ho bisogno perché io sono anche un peccatore, come tutti. E voglio essere fedele al Signore. Pregate per me».  Infine, il Papa ha concluso impartendo la benedizione ai presenti, alle loro famiglie e a tutti «coloro che avete nel cuore» e ha augurato Buona Pasqua.

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