Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Il poeta della superficie curva

· La morte di Oscar Niemeyer ·

Con Lúcio Costa affrontò una delle imprese più coraggiose dell’architettura moderna: Brasília

Formatosi all’indomani della rivoluzione di Getulio Vargas, in un ambiente che favoriva gli artisti di avanguardia, Oscar Niemeyer — morto il 5 dicembre all’età di 104 anni — inizia la sua fortunata carriera di architetto a trent’anni con l’incarico di costruire, insieme a Costa, Reidy e Vasconcellos il ministero della Educazione e sanità a Rio de Janeiro. Costa chiama come consulente Le Corbusier e l’incontro con il grande maestro europeo costituisce sia per Costa che per Niemeyer una straordinaria occasione formativa, ma anche un modo per scoprire attraverso la differenza la propria identità.

È il Brasile che fa la differenza; lo si vedrà soprattutto nelle opere successive quando Niemeyer svilupperà il suo linguaggio individuando nella linea curva il suo maggiore mezzo espressivo.

Le Corbusier aveva sì scoperto il fascino delle superfici curvate nel padiglione Svizzero dell’università di Parigi considerandole una risorsa da usare con discrezione senza contraddire la legge dell’ortogonalità che celebrerà nel suo Poème de l’angle droit .

Nella architettura di Niemeyer invece le curve diventano essenziali, sono il modo di rispecchiare le fluenze di un paesaggio sconfinato, il gusto della bellezza corporea e carnale e il modo di tener conto di una tradizione, quella del barocco, al quale si devono le straordinarie qualità spaziali degli edifici di Bahia e di Ouro Preto.

È a Pampulha, all’inizio degli anni Quaranta che la poetica delle superfici curvate raggiunge la massima eloquenza nella Casa do baile , nella chiesa e nel ninfeo dove collabora anche Roberto Burle Marx, l’inventore del giardino moderno. La chiesa è uno spazio creato da una volta che si inflette e scende fino a terra, chiusa da una parete di ceramica disegnata da Cândido Portinari. Una forma semplice, un contorno, un segno rapido ma disegnato con infallibile esattezza crea un limite materico e un rapporto inedito tra terra e cielo.

A Pampulha costruisce anche una casa per Juscelino Kubitschek che, divenuto Presidente della Repubblica, decide, realizzando un vecchio sogno e una profezia di don Bosco, di spostare la capitale al centro del Paese in una zona desertica e incarica nel 1956 Costa e Niemayer di progettare Brasília.

È una delle imprese più coraggiose della architettura moderna di fronte alla quale i due architetti dimostrano una incredibile sicurezza. Costa definisce l’ideogramma del piano urbanistico un uccello in volo e Niemeyer in pochi anni realizza gli edifici chiave della città due dei quali assurgono a modelli per la loro forma tanto semplice quanto espressiva.

Il primo è l’Alvorada, la sede del presidente con il suo portico che sostituisce alle colonne degli archi rovesciati, il secondo è la chiesa che ha la forma di una immensa corona che poggia sulla terra e si apre verso il cielo racchiudente uno spazio gioioso animato dai colori delle grandi vetrate.

Dopo il successo di Brasília che eccelle come città di rappresentanza anche se non troverà nei successivi decenni una sua vera identità urbana, Niemeyer viene chiamato in tutto il mondo perché arricchisca con le sue forme elementari il paesaggio urbano.

Con Niemeyer muore l’ultimo dei grandi protagonisti della architettura moderna e le sue architetture rimarranno a testimoniare la gioia di vivere e di creare e la capacità di dare all’architettura il calore del corpo vivente.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 novembre 2019

NOTIZIE CORRELATE