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Il più fondamentale
dei diritti

· La libertà di credere ·

Quest’anno il Papa ha dedicato il suo discorso annuale al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede alla Dichiarazione universale dei diritti umani. Quest’anno la dichiarazione compie settanta anni. Continua a essere un faro che guida i nostri valori condivisi, affermando «il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali e inalienabili, [che] costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo». Vorrei unirmi al Papa per riconoscere l’importante contributo che la Dichiarazione ha dato alla società.

La difesa e la promozione dei diritti umani rimane un obiettivo fondamentale della politica estera britannica. L’idea che gli esseri umani debbano avere un insieme di libertà e diritti fondamentali, ha radici profonde in Gran Bretagna, dalla Magna Carta alla Dichiarazione dei diritti umani, e oltre. Il Regno Unito continua a essere in prima linea nella promozione di un’ampia serie di diritti umani che, negli anni più recenti, si è incentrata in particolare sulla prevenzione della violenza sessuale nei conflitti e la schiavitù moderna. Il ministro degli esteri britannico, Boris Johnson, ha annunciato recentemente il suo piano di mettere l’istruzione di donne e ragazze proprio al centro della politica estera del governo del Regno Unito. Crediamo infatti che investire nell’istruzione di donne e ragazze sia l’investimento più efficace che possiamo fare.

Ma molti diritti continuano a essere violati. Conflitti, instabilità e povertà continuano a minare i diritti fondamentali dei più vulnerabili. Ogni atto di intolleranza, ogni attacco del vicino al proprio vicino, continua a essere un attacco a quei diritti e alla società nella sua interezza.

Nel clima odierno di paura e di incertezza, mentre il mondo si confronta con una serie di sfide interconnesse, ritengo che solo lavorando insieme possiamo superarle.

Sono a Roma proprio per questo. L’84 per cento delle persone a livello globale professa un’appartenenza religiosa, ma il 75 per cento della popolazione mondiale vive in paesi con alte restrizioni governative sulla libertà religiosa e di credo; prove recenti suggeriscono come le ostilità di natura religiosa stiano aumentando ovunque, tranne che nelle Americhe.

La libertà di praticare, cambiare oppure condividere fede o religione — senza discriminazione né opposizione violenta — è un diritto umano fondamentale. Le società che aspirano a proteggere e promuovere la libertà religiosa o di credo sono più stabili, prospere, e maggiormente resilienti nei confronti dell’estremismo violento.

Come uomo di fede, e come musulmano, ritengo che la fede, e nello specifico la libertà religiosa e di credo, sia una libertà fondamentale alla base di molti altri diritti umani. Essa fornisce la piattaforma sulla quale costruire pace e comprensione. Nel Regno Unito, così come nelle altre nazioni in cui le persone hanno la libertà di praticare tutte le fedi — oppure nessuna — senza paura di discriminazione o persecuzione, la libertà religiosa e di credo è il fondamento della nostra società.

Tuttavia, come abbiamo visto negli anni recenti, con la persecuzione dei cristiani e di altre minoranze religiose in Medio oriente, l’oppressione delle minoranze in Pakistan, la discriminazione nel Myanmar e le restrizioni in Sudan, non tutti sono così fortunati. Abbiamo visto crimini orrendi commessi contro cristiani, mandei, yazidi e altre minoranze, come anche verso le popolazioni musulmane di Iraq e Siria. Laddove la libertà religiosa e di credo è sotto attacco, spesso anche gli altri diritti basilari sono minacciati. Abbiamo visto censura, intimidazione, indottrinamento, conversioni forzate, matrimoni forzati, rapimenti, omicidi e una marginalizzazione endemica da una parte all’altra del mondo.

Al cospetto di quest’odio e discriminazione dobbiamo lavorare insieme per costruire nazioni pacifiche. Dobbiamo impegnarci con i leader religiosi e delle comunità per rafforzare la comprensione reciproca, rafforzare la nostra coesistenza, e incoraggiarli a condannare la violenza settaria. E dobbiamo sostenere i più vulnerabili nell’affermare i loro diritti. Questo è essenziale per i rifugiati per poter tornare nei loro paesi al sicuro, nella consapevolezza che verranno protetti e le loro comunità sostenute.

Ecco perché ho scelto di tenere un discorso pubblico sul tema della libertà religiosa e di credo alla Pontificia università Gregoriana a Roma. Non soltanto per evidenziare che l’intolleranza in sé è sbagliata. Ma anche per dimostrare che queste questioni sono al cuore di molte delle nostre sfide globali attuali: l’intolleranza e la negazione della libertà religiosa e di credo creano tensioni che posso portare all’instabilità e compromettono il benessere.

La storia del Regno Unito dimostra la comparsa, dopo secoli di intolleranza e persecuzione religiosa, di un lungo periodo di libertà religiosa e di uguaglianza, che ha visto sviluppare e prosperare la nostra nazione.

Il Regno Unito è orgoglioso di essere un paese vario e multiconfessionale. Sono orgoglioso di lavorare per assicurare che la libertà religiosa e di credo diventi realmente un diritto fondamentale per tutti.

di Lord Ahmad of Wimbledon

Sottosegretario del ministero degli esteri britannico con delega per il contro-terrorismo la libertà religiosa e di credo

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25 aprile 2019

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