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Il piano europeo di Macron

· ​Nell’intervento al parlamento di Strasburgo ·

Emmanuel Macron si è rivolto oggi per la prima volta ai deputati europei riuniti in plenaria a Strasburgo per esporre e ottenere consensi sulla sua ambiziosa visione di «rifondare l’Europa». Lanciato un anno prima delle elezioni europee del maggio 2019, questo dibattito proseguirà giovedì con una visita a Berlino dal cancelliere tedesco Angela Merkel.

Emmanuel Macron al parlamento europeo (Afp)

Il tono del discorso del capo di stato, stamattina, era segnato da accenti lirici. «Voglio appartenere ad una generazione che difenderà la sovranità europea, perché ci siamo battuti per vederla — ha detto Macron — perché ha un senso e perché è la condizione che permetterà alle generazioni future di scegliere loro stesse il loro avvenire». Dal punto di vista economico, la Francia «è pronta ad incrementare il suo contributo» al budget europeo nell’ambito del prossimo budget pluriennale dell’Ue dopo il 2020, «ma per questo bisogna considerare una rifondazione dello stesso budget», ha spiegato Macron, difendendo l’idea di nuove risorse proprie sul digitale e sull’energia.

«L’Unione europea non è un club guidato dalla Francia e dalla Germania, ma un’unione a ventotto», ha avvertito da parte sua il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, commentando a caldo il discorso del presidente francese. L’elezione di Macron ha dato una «nuova speranza all’Europa», ha ritenuto Juncker, ricordando però al leader dell’Eliseo che «l’Europa è un insieme». Stesso parere da parte di Manfred Weber, capogruppo del partito popolare europeo (Ppe), principale forza politica al parlamento Ue, secondo il quale «la vera democrazia non significa che si prendono decisioni a porte chiuse, né si limita alle riunioni tra Macron e Angela Merkel, la vera democrazia non è soltanto l’asse franco-tedesco».

Ieri il portavoce di Angela Merkel ha parlato di «una ferma volontà di procedere assieme» condivisa da Berlino e Parigi. I due leader sono impegnati «in intense discussioni su tutte le sfaccettature della questione della riforma dell’Ue», ha proseguito Steffen Seibert. Ma molti all'interno della Cdu di Merkel hanno nettamente preso le distanze ieri dai progetti di riforma di Macron. Ancora più scettica la Csu, l’alleato bavarese di Merkel.

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