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Il pianeta rischia di soffocare

· Allarme del segretario generale delle Nazioni Unite alla giornata mondiale degli oceani ·

Nei mari ci sono oltre 150 milioni di tonnellate di plastica

Gli oceani sono a rischio come mai prima d’ora, minacciati soprattutto dalla plastica che inquina i mari di ogni angolo del globo, ma anche dalla pesca non sostenibile e dai cambiamenti climatici. L’allarme è stato lanciato dal segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, in occasione della Conferenza sugli oceani che si svolge fino a venerdì al palazzo di Vetro di New York in occasione della giornata mondiale degli oceani che si celebra domani. 

Citando studi recenti, Guterres ha sottolineato che se non si prenderanno misure adeguate in mare i rifiuti di plastica potrebbero superare la quantità di pesci presenti entro il 2050. L’obiettivo di questo summit, ha sottolineato il segretario generale, è quello di «invertire la marea» e provare a risolvere i problemi che l’uomo stesso «ha creato». Secondo le stime citate da Guterres, negli oceani ci sono oltre 150 milioni di tonnellate di plastica. Mentre per quanto riguarda il clima le emissioni di carbonio stanno provocando l’innalzamento del livello dei mari e rendendo le acque più acide, con sempre meno ossigeno. Le minacce agli oceani e alla natura che li abita sono ben note, ormai conclamate da studi scientifici, e il segretario delle Nazioni Unite lo ha ribadito a presidenti, ministri, diplomatici e ambientalisti provenienti da oltre 200 paesi. Dall’inquinamento ai rifiuti, dal sovrasfruttamento della pesca, che soffre anche di illegalità, all’acidificazione provocata dal riscaldamento globale.e il responsabile dei danni è l’uomo, Guterres ha ammonito: «Dobbiamo mettere da parte i vantaggi nazionali a breve termine, per prevenire una catastrofe generale di lungo periodo», soprattutto perché «preservare i nostri oceani», che coprono due terzi del pianeta, «e usarli in modo sostenibile, vuol dire preservare la vita stessa».

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15 dicembre 2017

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