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Il pericolo del pervertimento religioso

· Nella processione a Oppido Mamertina ·

   Toni di ferma condanna, ma anche sforzi di riflessione stanno segnando in queste ore i commenti sulla vicenda della processione a Oppido Mamertina, durante la quale alla statua della Madonna è stato fatto fare un inchino davanti alla casa di un boss della ’ndrangheta.

 La vicenda non è certamente la prima del genere in zone dove il pervertimento del sentimento religioso si accompagna spesso all’azione della criminalità e a un’acquiescenza, dettata da paura o interesse, purtroppo ancora diffusa tra le popolazioni. A renderla di nuovo attuale sono state le parole di Papa Francesco nella recente visita in Calabria, quando a Sibari ha detto che appartenere alla ’ndrangheta significa essere fuori dalla comunione ecclesiale.

Dopo la vicenda, documentata dal comandante della stazione locale dei Carabinieri, il maresciallo Andrea Marino, il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha parlato di «rituali deplorevoli e ributtanti». Il comando generale dell’Arma dei Carabinieri ha chiarito che non è possibile «accettare una simile deferenza dei cittadini nei confronti di una persona condannata all’ergastolo». Ha invece in parte minimizzato il sindaco della città, Domenico Giannetta, secondo il quale «la ritualità di girare la Madonna verso quella parte risale a più di trent’anni fa».

Secondo il vescovo di Cassano allo Jonio e segretario della Conferenza episcopale italiana, monsignor Nunzio Galantino, «proprio per quanto è successo resta fortissima l’importanza di quanto ha detto Papa Francesco» nella piana di Sibari. «Non c’è nessun margine e nessuna possibilità di commistione tra fede e malavita» ha aggiunto monsignor Galantino in diverse interviste, ricordando che «deve essere forte l’impegno della Chiesa per tradurre in fatti le parole del Santo Padre». In questo «esistono due livelli sui quali occorre intervenire. Il primo riguarda la condanna dei malavitosi, di una condotta di vita non compatibile nel modo più assoluto con il Vangelo. Poi c’è il livello che riguarda l’intera comunità civile e religiosa». Si tratta, in questo caso, di «estirpare una radice culturale».

Pierluigi Natalia

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22 agosto 2019

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