Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Il perdono radice della pace

· Il cardinale Turkson a Nagasaki nell’anniversario del bombardamento atomico ·

Per raggiungere il traguardo della vera pace, che è dono di Dio, l’uomo deve percorrere la strada del perdono. Lo ha ribadito il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, durante la messa «per le vittime della bomba atomica e per la pace nel mondo», celebrata a Nagasaki venerdì 9 agosto, nell’anniversario del bombardamento nucleare della città.

Nella cattedrale il porporato ha rilanciato gli appelli di pace dei Pontefici Giovanni Paolo ii — che in questa città venne il 25 e il 26 febbraio 1981 — e Giovanni xxiii, nel cinquantesimo anniversario dell’enciclica Pacem in terris , pubblicata di recente in una nuova traduzione in giapponese a cura della Commissione episcopale per le questioni sociali. Con la messa odierna, concelebrata con  vescovi giapponesi, il presidente di Iustitia et Pax ha concluso la sua visita nel Paese del Sol levante, iniziata il 5 agosto a Hiroshima per partecipare all’iniziativa «Dieci giorni per la pace», promossa dalla Conferenza episcopale nazionale, in ricordo delle vittime dei bombardamenti atomici del 1945.

Il porporato si trovava a Nagasaki da mercoledì 7, dove in serata aveva partecipato a un incontro interreligioso insieme a leader buddisti, scintoisti e protestanti, organizzato dal Centro per il dialogo e la pace mondiale. Il giorno seguente, giovedì 8, il porporato è intervenuto alla cerimonia interreligiosa organizzata presso il Ground-Zero Park di Nagasaki, dove ha elevato di nuovo la preghiera per tutti i defunti e quanti ancora soffrono a causa degli effetti della radioattività: li chiamano hibakusha e sono molto rispettati, tanto che i loro nomi vengono onorati come quelli dei morti durante e subito dopo il bombardamento. Il memoriale è stato realizzato nel luogo dell’esplosione atomica e ospita la statua scolpita da Seibo Kitamura.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE