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Il pensiero
della differenza

· ​Identità europea e senso perduto del sapere ·

Nella IX Appendice della grande Enciclopedia italiana Treccani, uscita nel febbraio di quest’anno, emerge con nettezza un quadro culturale e sociale segnato dall’incertezza e dalla crisi, espressione di tendenze opposte e radicali, abissalmente lontano da quello degli anni Venti e Trenta in cui l’Enciclopedia mosse i suoi primi passi sotto la guida di Giovanni Gentile. 

Roberto Esposito

Lo scrive Luca M. Possati aggiungendo che ciò che colpisce del volume — come sottolineava Luciano Canfora in un articolo comparso sul «Corriere della sera» (9 febbraio 2016) — è il predominio della scienze “dure” o “esatte”, con le discipline umanistiche ridotte a mero corollario, a puro entertainment. Ed è la filosofia quella che ha più subito questo stato di cose: manca infatti, nel volume, una voce autonoma consacrata esclusivamente alla pura “Filosofia”, mentre esiste ad esempio “Filosofia e teorie del cinema”. C’è spazio, insomma, solo per una filosofia applicata, ma non per la filosofia, come se quest’ultima, in mancanza di una propria autonomia e di un proprio rigore, non potesse sussistere senza una “stampella” cui appoggiarsi. Si tratta di una ulteriore conferma della tanto acclamata “morte della filosofia” o è il segno di una trasformazione in atto che deve porre ai filosofi domande essenziali e improcrastinabili?

A dare una convincente risposta a questo interrogativo è il volume di Roberto Esposito, Da fuori. Una filosofia per l’Europa (Torino, Einaudi, 2016, pagine 256, euro 9,99). Il merito dell’autore è quello di riproporre la domanda sullo statuto della filosofia e sul suo futuro a partire dal tema dell’identità europea e dalle trasformazioni che tale identità sta subendo a contatto con l’emergenza immigrazione, la sfida del terrorismo jihadista e la ridefinizione dell’economia globale. È proprio in questa drammatica situazione, dove l’Europa non riesce a trovare risposte comuni e valori di riferimento condivisi, che la filosofia può dare un contributo importante perché «nei momenti di drastico mutamento di scenario la filosofia può trovarsi in una condizione di vantaggio rispetto ad altri linguaggi nel riconoscere in anticipo la direzione assunta dagli eventi».

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23 ottobre 2019

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