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Sui sentieri dei martiri coreani

· Pellegrinaggio dell’arcidiocesi di Seoul ·

Le origini della Chiesa in Corea sono profondamente legate alla testimonianza dei martiri, una folla di semplici battezzati — secondo fonti locali oltre diecimila — che nel corso di successive persecuzioni, a partire dal xvii secolo, hanno pagato con il sangue il loro desiderio di fedeltà al Vangelo. In questa prospettiva di storia e di fede si inserisce il riconoscimento come “sito internazionale” del pellegrinaggio ai santuari dei martiri di Seoul. 

«Come discendenti dei martiri che, attraverso il loro spontaneo abbraccio della fede, sono stati costretti a subire persecuzioni e sofferenze, e come membri della Chiesa asiatica, invitiamo tutti i fedeli della Chiesa universale a percorrere l’itinerario di pellegrinaggio ai santuari dei martiri», ha affermato il cardinale arcivescovo di Seoul, Andrew Yeom Soo-jung, presentando nei giorni scorsi la speciale settimana che la Chiesa locale ha inteso dedicare alla memoria dei suoi santi fondatori. Per l’occasione il parco storico di Seosomun è stato aperto al pubblico in anticipo rispetto all’apertura ufficiale, prevista per la fine di quest’anno. Il sito è un luogo chiave della storia della Chiesa coreana: 44 santi e 27 beati vi furono martirizzati. Una messa è stata presieduta dal porporato alla presenza dell’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. Alla celebrazione hanno preso parte anche numerosi giovani e rappresentanti dell’associazionismo cattolico provenienti da tredici paesi asiatici. L’auspicio, ha affermato il cardinale, è che «queste rotte di pellegrinaggio svolgeranno un ruolo chiave per introdurre la cultura coreana e la Chiesa coreana nella società internazionale».

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24 gennaio 2020

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