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Il patriarca
e il cancelliere

· L’esperienza veneziana di Roncalli vista da vicino ·

«Il loro primo incontro avvenne nel marzo 1953, alla vigilia dell’ingresso di Angelo Giuseppe Roncalli nella laguna», l’ultimo «si svolse cinque anni più tardi, nel novembre 1958, in Vaticano: con Roncalli da soli nove giorni salito sulla cattedra di Pietro dopo avere scelto il nome di Giovanni XXIII». 

 Incontro dei chierichetti nella Basilica della Salute: in secondo piano, dietro Roncalli, si riconosce don Sambin

Con questa nota biografica, che inquadra temporalmente il loro rapporto, si apre Roncalli padre e pastore. Il patriarca Roncalli e il suo cancelliere don Sergio Sambin di Sandro G. Franchini (Venezia, Marcianum Press, 2014, pagine 70, euro 9). Il piccolo volume ripercorre la storia della collaborazione tra il patriarca di Venezia e don Sergio Sambin — si legge nella presentazione di Marco Roncalli — vissuta «nel segno della fedeltà e dell’affetto, durata un quinquennio tra le cupole e i pinnacoli della “Regina dell’Adriatico”; poco meno del lustro e sette mesi durante il quale Roncalli fece il vescovo diocesano come se non avesse fatto sino allora nient’altro. Del resto non aveva concepito lo stesso servizio diplomatico come una variazione di quello pastorale?».

Franchini parte dalla convinzione che «la complessa, affascinante, per molti versi sorprendente personalità di Giovanni XXIII risveglia riflessioni e pone ancora interrogativi che si rifanno all’essenza stessa dell’esperienza cristiana. Giovanni XXIII, nella sua vicenda personale, nel suo vivere il vangelo come cristiano, come prete, come Pontefice, seppe realizzare un modello di vita al quale non è possibile tentare di avvicinarsi se non cercando di comporre e ordinare nella prospettiva di un’alta tensione religiosa elementi biografici, apparentemente discordanti, che hanno condotto a esiti imprevisti, e la cui stringente e intima coerenza interna non appare riconducibile a paradigmi precedentemente noti e consueti».

E proprio questo tenta di fare l’autore del libro — nel quale sono raccolti alcuni documenti inediti provenienti dall’archivio personale di don Sambin — sottolineando che i molti studi prodotti sul pontificato di Roncalli «consentono oggi di meglio capire come i grandi momenti e le decisioni sorprendenti adottate da Giovanni XXIII fossero in realtà frutto di una lunga e profonda preparazione spirituale e culturale», anche se «talvolta, ancora oggi, appare plausibile quel senso di meraviglia, quel mystère Roncalli, secondo la formula fissata dal gesuita francese Robert Rouquette».

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