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Il passaporto di Enrico

· Dietro la foto di quel bambino ebreo che riuscì a salvarsi dalla persecuzione nazista ·

Tre anni fa ho scritto un testo; da quel momento è rimasta impressa nella mia memoria la tenera fotografia di un bambino, incollata a un passaporto, che aveva richiamato la mia attenzione. Forse è stata quella fotografia la ragione della mia ricerca e del mio incontro odierno, che mi ha permesso di stringere la mano di quel bambino... quel ragazzo, come dice il signore seduto accanto a me, il cui nome è Enrico Mandel Mantello. Lo scrive Magdalena Arqueros Valer raccontando che è lui il giovane del passaporto che ora ha la saggia età di quasi 84 anni (è nato a Cluj, nel 1930, allora Ungheria oggi Romania), brillanti capelli bianchi e una conversazione spigliata. È il figlio maggiore del grande eroe della Shoah George Mandel Mantello, che ha avuto altri due figli, Andrea Giorgio e Susanna. Fu suo padre a emettere cinquemila certificati per salvare gli ebrei, mille dei quali sono conservati nel Museo dell’Olocausto (Washington d.c.). La cifra originale fu di oltre diecimila documenti distribuiti in diverse zone dell’Ungheria.

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18 ottobre 2018

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