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Il papato
avignonese

· ​Celebrazioni per i settecento anni ·

Il Pontefice avignonese Giovanni XXII «ha esteso alla Chiesa universale la pia pratica della recita dell’Angelus, ha canonizzato san Tommaso d’Aquino appena 49 anni dopo la sua morte e ha istituito la festa della Santissima Trinità»: lo ha ricordato il cardinale Paul Poupard inviato speciale di Francesco alle celebrazioni per il settimo centenario dell’enclave dei Papi ad Avignone.

Presiedendo il 25 giugno la messa domenicale della chiesa parrocchiale di Valréas, il presidente emerito del Ponticio Consiglio della cultura si è soffermato in particolare sulla figura del successore di Clemente V e sulle vicende che segnarono la storia della Chiesa nei circa settant’anni in cui la sede di Pietro fu trasferita in Provenza. All’omelia ha rievocato «le agitazioni popolari e le turbolenze quotidiane suscitate dalle rivalità feudali» nella Roma del quattordicesimo secolo, che avevano provocato «un’insicurezza crescente per lo svolgimenti dei conclavi e per il libero esercizio del ministero del Papa e della curia». Dunque, ha commentato il porporato francese, il soggiorno avignonese è stato necessario «per assicurare la piena libertà del ministero petrino minacciata a Roma da lotte e violenze tra fazioni, antagoniste per motivi politici ed economici». 

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19 dicembre 2018

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