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Il Papa tra i terremotati

· ​Per testimoniare la sua vicinanza e pregare ·

Amatrice, Borbona, Accumoli, Pescara del Tronto, Arquata del Tronto: sono le tappe della visita che Papa Francesco sta compiendo per testimoniare la sua vicinanza alle persone colpite dal terremoto che il 24 agosto scorso ha devastato l’Italia centrale. Per compiere questo gesto — come lui stesso ha confidato — ha scelto di far passare il tempo giusto proprio per non «dare fastidio». Ma ha voluto essere in mezzo a quelle popolazioni che soffrono proprio il 4 ottobre, il giorno della festa di san Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, particolarmente venerato in quelle terre che ha personalmente attraversato per testimoniare l’amore di Cristo.

«Ho pensato bene nei primi giorni di questi tanti dolori — ha detto il Pontefice rivolgendosi alla gente di Amatrice — che la mia visita, forse, era più un ingombro che un aiuto, che un saluto, e non volevo dare fastidio e per questo ho lasciato passare un pochettino di tempo affinché si sistemassero alcune cose, come la scuola. Ma dal primo momento ho sentito che dovevo venire da voi! Semplicemente per dire che vi sono vicino, che vi sono vicino, niente di più, e che prego, prego per voi. Vicinanza e preghiera, questa è la mia offerta a voi. Che il Signore benedica tutti voi, che la Madonna vi custodisca in questo momento di tristezza e dolore e di prova».

Dopo la benedizione, il Papa ha recitato l’avemaria con tutti i presenti. «Andiamo avanti — ha proseguito — sempre c’è un futuro. Ci sono tanti cari che ci hanno lasciato, che sono caduti qui, sotto le macerie. Preghiamo la Madonna per loro, lo facciamo tutti insieme». E ha concluso invitando a «guardare sempre avanti: avanti, coraggio, e aiutarsi gli uni gli altri. Si cammina meglio insieme, da soli non si va. Avanti!».

«Io ho voluto esservi vicino in questo momento — ha ribadito più tardi rivolgendosi alla popolazione di Arquata del Tronto — e dire a voi che vi porto nel cuore. E so della vostra sofferenza e delle vostre angosce, e so anche dei vostri morti. E sono con voi e per questo ho voluto oggi essere qui. Adesso preghiamo il Signore perché vi benedica e preghiamo anche per i vostri cari che sono rimasti lì... e sono andati in cielo». Dopo la recita dell’avemaria, il Pontefice ha così concluso: «E coraggio, sempre avanti, sempre avanti! I tempi cambieranno e si potrà andare avanti. Io vi sono vicino, sono con voi».

  

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12 dicembre 2018

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