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Il Papa di tutti

Appena Benedetto XVI è entrato nella cappella del carcere di Rebibbia, una bella chiesa moderna dalla splendida porta bronzea, si è capito subito dalla vera e propria ovazione levatasi dai detenuti che l’incontro sarebbe stato importante e per nulla scontato. Come ogni visita di un Papa ai detenuti — sin dalle prime, negli ultimi decenni, compiute da Giovanni XXIII e da Paolo VI — anche questa ha commosso e colpito l’opinione pubblica, con un’attenzione mediatica alta.

Il segno è molto positivo e fa riflettere sulla persistenza profonda, in società pur largamente secolarizzate e dove la componente di disumanità è sempre più prepotente, dell’insegnamento evangelico — più tardi consacrato dalla tradizione cristiana tra le opere di misericordia corporale — che il Papa ha ricordato in questo tempo di Avvento, quando più nitido risuona il richiamo all’attesa del Signore, alla sua vicinanza e al giudizio finale, con l’affermazione sconvolgente del Figlio dell’uomo «ero in carcere e siete venuti a trovarmi».

Sì, moltissime persone hanno capito il senso più vero di questa visita. E commosse sono state le parole pronunciate da Paola Severino, il ministro italiano della Giustizia che proprio in questi giorni ha dimostrato una non comune attenzione al nodo doloroso e drammatico della situazione carceraria. A impressionare moltissimo è stata però, oltre la riflessione di Benedetto XVI, soprattutto la sua scelta, davvero senza precedenti, di un colloquio diretto e pubblico con i detenuti.

E il dialogo tra i carcerati e «il Papa di tutti» — così l’ha definito uno di loro — è stato davvero un gesto storico. Così, con semplicità e partecipazione il vescovo di Roma ha dimostrato il suo affetto per uomini che hanno sì sbagliato, commettendo reati e peccati, ma che si stanno rialzando. «Ti voglio bene» gli ha detto un altro che gli ha chiesto il permesso di aggrapparsi con gli altri a lui per risalire a Dio. «Anch’io ti voglio bene» gli ha risposto commosso Papa Benedetto. Che sa come tutti gli esseri umani abbiano bisogno di camminare insieme per arrivare al Signore.

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20 ottobre 2019

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