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Il Papa chiede un futuro per Haiti

· Messaggi di Benedetto XVI al presidente della Repubblica e al presidente della Conferenza episcopale ·

E la Chiesa cattolica farà tutto il possibile per contribuire alla ricostruzione

Sono del 16 gennaio scorso — appena quattro giorni dopo il terribile sisma che ha sconvolto Haiti — i due messaggi che Benedetto XVI ha inviato al presidente della Repubblica e al presidente della Conferenza episcopale del Paese caraibico. Successivamente il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, a nome del Papa, ha scritto il 18 gennaio al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon e il 22 gennaio al nunzio apostolico Bernardito C. Auza. La pubblicazione di questi testi oggi sottolinea la costante sollecitudine del Pontefice verso le popolazioni vittime del sisma e il suo sostegno a un'opera di solidarietà efficace e duratura, che vada al di là dell'emozione del primo momento. Il terremoto di Haiti — è convinzione di Benedetto XVI  — resta per il mondo una sfida destinata a essere vinta solo con il concorso fattivo di tutti. Un ruolo importante, in questo senso,  può essere svolto dall'Onu, come lascia intendere il messaggio del cardinale Bertone, che esprime a Ban Ki-moon la gratitudine del Papa «per l'impegno per la prevenzione dei conflitti, il mantenimento della pace e la ricostruzione post-conflitto che le Nazioni Unite svolgono in così tante nazioni». Attraverso il suo segretario di Stato Benedetto XVI rinnova  «il suo sincero incoraggiamento a quanti lottano per reagire a questa immane tragedia». Mentre ricorda «con tristezza» tutte le vittime della catastrofe, a cominciare dal rappresentante speciale dell'Onu Hédi Annabi  e dall'arcivescovo di Port-au-Prince, monsignor Joseph Serge Miot, del quale oggi, 23 gennaio, sono stati celebrati i funerali davanti alle rovine della cattedrale distrutta. Un «pastore che ha servito con generosità la sua diocesi — si legge nel messaggio indirizzato dal segretario di Stato ai sacerdoti e ai fedeli della capitale haitiana — e che, attraverso il suo lavoro in seno alla Pontificia Commissione per l'America Latina, ha esteso la sua sollecitudine all'intero continente». Per lui — assicura Bertone — il Papa eleva una speciale preghiera e rivolge a tutti gli abitanti dell'isola  «il suo paterno incoraggiamento».






L'auspicio che la solidarietà per Haiti aiuti le popolazioni colpite dal terremoto a «ritrovare la possibilità di un futuro aperto» è espresso da Benedetto XVI in un messaggio inviato il 16 gennaio scorso al presidente della Repubblica, René Préval.

A Sua Eccellenza

il Signor René Préval,

Presidente della Repubblica  di Haiti

Avendo appreso con immensa tristezza del terremoto che ha appena colpito tragicamente il suo caro Paese, tengo ad assicurala, Eccellenza, della mia profonda partecipazione e della mia fervente preghiera per tutte le persone coinvolte in questa spaventosa catastrofe. Chiedo a Dio di accogliere nella pace del suo regno tutti coloro che hanno trovato la morte nel sisma e di infondere consolazione nelle loro famiglie che, spesso, non hanno potuto dare una sepoltura degna ai loro cari scomparsi. Prego anche affinché lo spirito di solidarietà dimori in tutti i cuori e la calma possa regnare nelle strade cosicché l'aiuto generoso che sta giungendo da tutti i Paesi rechi sollievo a tutti e le persone che oggi sono prive di ogni cosa provino il conforto di sapere che l'intera comunità internazionale si sta prendendo concretamente cura di loro.

Apprezzo vivamente l'impegno di tutti coloro che, haitiani e stranieri, a volte mettendo a rischio la propria vita, stanno facendo tutto il possibile per cercare e soccorrere i sopravvissuti e li ringrazio di tutto cuore. Tengo ad assicurarle, Eccellenza, che la Chiesa cattolica, attraverso le sue istituzioni, al di là della viva emozione suscitata, resterà accanto alle persone provate da questa disgrazia e che, conformemente alle sue forze, le aiuterà a ritrovare possibilità di un futuro aperto.

In pegno di affetto per tutti, imparto di cuore a tutta la popolazione di Haiti nella prova una particolare Benedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 16 gennaio 2010








Un ricordo particolare dell'arcivescovo di Port-au-Prince Joseph Serge Miot, vittima del terremoto, è contenuto nel messaggio che il Papa ha inviato a monsignor Louis Kébreau, arcivescovo di Cap-Haïtien e presidente della Conferenza episcopale di Haiti.

A Monsignor

Louis Kébreau

Arcivescovo di Cap-Haïtien  e Presidente della Conferenza  Episcopale di Haiti

Avendo appreso con profonda tristezza del terremoto che ha appena colpito così duramente la capitale del Paese, tengo ad assicurare lei e tutti i fedeli della Chiesa che è ad Haiti della mia grande vicinanza spirituale e della mia preghiera fervente per tutte le persone coinvolte in questa catastrofe. Chiedo a Dio di accogliere nella pace del suo Regno tutti coloro che hanno trovato la morte nel sisma, in particolare Monsignor Serge Miot, Arcivescovo di Port-au-Prince, che ha condiviso la sorte di tanti suoi fedeli fra i quali figurano sacerdoti, persone consacrate e seminaristi. In questo momento buio, invoco Nostra Signora del Perpetuo Soccorso affinché si faccia Madre di tenerezza e sappia guidare i cuori cosicché la solidarietà prevalga sull'isolamento e sul «ciascuno per sé».

Rendo omaggio alla rapidissima mobilitazione della comunità internazionale, unanimemente commossa per la sorte degli haitiani, e anche a quella di tutta la Chiesa che, attraverso le sue istituzioni, non mancherà di apportare il suo aiuto ai primi soccorsi e alla ricostruzione paziente delle zone devastate.

In pegno di affetto e di conforto spirituale, imparto di  cuore a tutti i pastori e i fedeli della Chiesa ad Haiti che stanno vivendo questa prova una particolare Benedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 16 gennaio 2010



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